Brasile news, giornate intense
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Settimana intensa, per i rapporti tra Italia e Brasile, di cui abbiamo la fortuna di occuparci. Sul fronte del caso Battisti, aumentano le tensioni nell’attesa dell’udienza del prossimo 12 novembre. Le quotazioni attuali vedono un po’ in calo la chance del militante italiano di rimanere nel Paese sudamericano: tutto dipenderà dal giudice José Antônio Dias Toffoli, che in cuor suo non vorrebbe partecipare al voto (pur potendolo fare), forse per ragioni di carriera, ma che è anche – legittimamente s’intende – tirato per la giacca dal Governo in carica.
Cui deve essere, più di altri, riconoscente. Avendo già partecipato alla vicenda giudiziaria in qualità di avvocato generale dello Stato – pensano in molti e anche lui stesso – una eventuale partecipazione al voto potrebbe scalfirne l’immagine. Tutto ciò, fermo restando che un suo eventuale voto sarebbe favorevole a Cesare Battisti. Inoltre, e cambiamo argomento, esprimiamo fiducia negli esiti della visita in Brasile che il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha appena iniziato.
Accompagnato da importanti esponenti dell’Istituto nazionale per il commercio estero (Ice), Confindustria e Associazione bancaria italiana (Abi), ha dichiarato, alla vigilia del viaggio: «È dunque il momento giusto per tornare in Brasile a consolidare le posizioni già raggiunte e avviare nuove iniziative di cooperazione economica e commerciale». Che il Governo italiano abbia espresso questa volontà ci ha sorpreso favorevolmente: adesso, e ci si scuserà l’abusata metafora, c’è solo da aspettare che dalle parole si passi ai fatti.
E poi c’è stato il caso Marrazzo. La tentazione di stendere il più classico dei veli pietosi è tanta, ma sono lussi che non ci possiamo permettere, data l’indubbia centralità del fattore Brasile nella faccenda. Comunque, per non annoiare il lettore, ci limitiamo a tirare le orecchie alle rappresentanze diplomatico-consolari verdeoro nel Belpaese. Non spettava forse prima di tutto a queste ultime tutelare l’immagine e l’onore (sì, anche l’onore) dei propri cittadini di orientamento sessuale ben definito, dalla congerie di chiacchiere offensive e commenti discriminatori, apparsi sulla stampa italiana, e in ore stultorum?
Bastava una nota, una dichiarazione, che instillasse almeno il dubbio nell’«Italia profonda» che le trans brasiliane (mi raccomando, al femminile) sono esseri umani e non la feccia della feccia. Dal fronte brasiliano ci giunge inoltre la terribile notizia che la nostra beniamina Geisy Vila Nova Arruda, la bella ragazza colpevole di essere entrata in aula in minigonna, è stata espulsa dall’università : la triste Universidade bandeirante de São Paulo (Uniban).
Non bastavano le gravi offese, non erano sufficienti le minacce di stupro e linciaggio, il rischio della propria incolumità personale. In ogni caso le nostre porte, per la signorina Arruda, saranno sempre aperte, e le offriamo volentieri il ruolo di commentatrice delle vicende di costume del suo Paese. Concludiamo dando la meritata pubblicità ad un meraviglioso scherzo che il programma radiofonico “Chupim” dell’emittente paolista “Metropolitana Fm” ha fatto al presidente Luiz Inácio Lula da Silva.
Il comico Barthô, ottimo imitatore, si è spacciato per il capo dello stato in un’intervista concessa a importanti radio di Angola e Mozambico: il risultato è stato esilarante, soprattutto perché egli fingeva di parlare dal violento Morro dos macacos, in mezzo agli spari, dichiarando che la violenza carioca era tutta un’invenzione. Ma con ben poco senso dell’humor, l’Ufficio per la Sicurezza istituzionale ha avviato una inchiesta.
Chi ha dimestichezza col portoghese, può ascoltare la beffa radiofonica al seguente link.
(Francesco Giappichini)Â

