Cani di provincia
Porto Alegre, Brasile. Nella seconda metà del secolo XIX un personaggio fuori dal comune getta un’ombra sulla pacata vita dei portoalegrensi, perturba l’ordine della mediocrità provinciale. Si vocifera che sia pazzo, pericoloso, e tutti lo temono. È Joaquim de Campos Leão, di professione drammaturgo, una figura ambigua dai connotati insoliti, così come insolita è la grafia del nome con cui autografa le sue opere: Qorpo Santo.
Nome esemplare per uno scrittore ambiguo che, nella asfissiante provincia gaucha, fra tante altre eccentricità che lo contraddistinguono e ne determinano il rifiuto da parte della comunità, difende il divorzio, denuncia l’ipocrisia della classe dominante, usa temi e linguaggi nuovi, turba il quotidiano dei suoi concittadini con una genialità difficile da comprendere e da accettare. La comunità lo considera pazzo. Viene internato in un manicomio. Analizzato da medici incapaci che cercano di rintracciare le prove della sua pazzia, lo scrittore si ribella al proprio destino, non si adegua ai rigidi canoni dell’epoca. E inizia a scrivere febbrilmente testi drammatici.
Nelle sue pièce Qorpo Santo colpisce senza pietà la società gaucha svelandone l’ipocrisia e la paralisi intellettuale, e forse per questo le sue opere teatrali non vengono accettate dal pubblico. L’opera di Qorpo Santo è destinata a essere dimenticata, frutto di un’insana follia.
Ma in quella stessa città altre storie bizzarre e grottesche si incrociano con la storia del nostro geniale drammaturgo. Molte persone iniziano a scomparire misteriosamente. La polizia avvia le indagini: Qorpo Santo è il primo a essere sospettato. Vengono rinvenuti alcuni cadaveri mutilati, tra questi il corpo senza testa della moglie di Euzébio, amico di Qorpo Santo. Il ritrovamento smentisce le dicerie su una possibile fuga della donna col suo amante: la rispettabilità di Euzébio è salva. Nel frattempo il feroce assassino colpisce altre vittime, i resti dei corpi ritrovati alimentano il sospetto generale che ci si trovi di fronte a un caso di antropofagia.
Questi e altri fatti misteriosi incombono su una Porto Alegre ottocentesca abilmente ricostruita dal noto scrittore Luiz Antonio de Assis Brasil. È la città in carne e ossa si materializza nei chiaroscuri della follia e di misteriosi assassinii. Un pannello di fondo sul quale la pazzia di Qorpo Santo si contestualizza e trova la propria dimensione, dando corpo e voce ad un affascinante personaggio storico la cui opera è stata riscoperta soltanto pochi decenni or sono.
Realmente vissuto in Brasile tra il 1829 e il 1883, Qorpo Santo è considerato oggi il precursore del teatro dell’assurdo made in Brazil; uno scrittore pericolosamente lucido e impietoso nei confronti di una società retrograda che non ne comprende la superiorità intellettuale e lo mette al bando, con l’etichetta di pazzo, dimenticandolo per più di un secolo. «CÃES DA PROVÍNCIA» è il titolo di questo noir a sfondo storico, o se volete, di questo romanzo storico dalle atmosfere noir in cui Luiz Antonio de Assis Brasil, partendo dalla ricostruzione di notizie di giornale e fatti realmente accaduti, e inventando dove necessario, realizza la biografia di questo controverso personaggio della cultura brasiliana ridisegnando scruplosamente la geografia di luoghi, di persone, e di eventi del suo tempo, senza mai tradire veridicità drammatica e verità storica.
(Silvia Marianecci)

