Caso Afroreggae, Polizia da sciogliere?
Qualche giorno fa, a Rio de Janeiro, il 42enne coordinatore del gruppo culturale Afroreggae, Evandro João da Silva, è stato ucciso. Per rapina, come un cane, in mezzo alla strada. A sconcertare un’opinione pubblica già abituata alla violenza carioca non è stato tuttavia l’episodio di sangue in sé, quanto piuttosto le circostanze del tragico evento, ben documentate da videocamere piazzate da quelle parti.
I due assassini sono stati fermati da una volante della Polizia militare (Pm) nell’immediatezza dei fatti – mentre erano in possesso degli oggetti personali della vittima – ma dopo poco sono stati liberati (le immagini ne mostrano uno, che se ne va tranquillamente). Quindi i due agenti, tra cui addirittura un capitano, rientrano nella loro auto con la refurtiva, mai riconsegnata: una giacca e un paio di scarpe da ginnastica.
E come non bastasse, è evidente anche l’omissione di soccorso nei confronti della vittima, che giaceva sull’asfalto della strada percorsa dalla stessa pattuglia. Il governatore di Rio ha reagito duramente e promesso di volere andare fino in fondo: così non solo i due poliziotti sono stati arrestati (cosa di per sé non scontata), ma ha anche destituito dal proprio incarico di portavoce della Pm carioca (un maggiore), per avere, a suo dire, tentato di sminuire la gravità di quei comportamenti.
I fatti hanno inevitabilmente provocato una serie infinita di polemiche, specie tra membri del gruppo Afroreggae che hanno accusato duramente la polizia, e gli alti comandi della stessa istituzione. Prima di lasciarvi al video del «cavallo di battaglia» (in basso può leggersi il testo) della band Afroreggae, diramazione dell’omonima ong, rilanciamo la proposta di sciogliere la Polizia militare di ogni Stato della federazione, o in subordine di sottoporla al controllo di un organo federale.
«Quero Só Você
Quero só você
O que eu quero é o A do amor
Quero o B do bem
Quero que o futuro venha com você
Quero o bem estar
Não quero mais ninguém
Quero procurar no mundo e só te ver
Quero ser teu par
Eterno aqui e no além
Zero é o lugar onde você não vem
Não quero violência
Quero compreensão
Quero que a paz venha nos ajudar
Pode ser de dia
Pode ser à noite
E que você venha, e não me abandone
Quero liberdade
Não quero caridade
Que o vento nos carregue
Pra paz do nosso reggae
Sigo numa estrada sem direção
Aonde todos os caminhos levam a um só
Vagando entre mentes e corações
Olho pra trás com dignidade
Chega de lágrimas
Chega de confrontos
Não encontro o que procuro
Mas insisto, não desisto
Cabeça erguida
A hora é essa, o momento é agora
Seguir naquilo que acredita
É tudo que resta
Pra mim, pra você e pra todo mundo».
(Francesco Giappichini)

