Waldick Soriano, l’icona del brega
Quasi un anno fa, il 4 settembre del 2008, stroncato da un tumore alla prostata moriva, all’etá di settantacinque anni, Waldick Soriano (nella foto in alto), icona della musica brega, e personaggio comunque entrato nella storia popolare del Brasile. Nonostante, sottolineano in molti, certe élite intellettuali nazionali lo abbiano spesso snobbato, quando non disprezzato.
Originario di Caetité, cittadina del sertão baiano, é oggi ricordato per numerosi successi melodici, che quasi sempre tratteggiano storie romantiche, caratterizzate da tradimento amoroso e folle gelosia: come si dice in Brasile, il dor de cotovelo. Vestito sempre di nero, e con gli occhiali scuri – cosa assolutamente inusuale all’epoca – fu superficialmente accusato, insieme ai colleghi di genere musicale, di acquiescienza nei confronti del regime dittatoriale militare.
Tesi duramente contraddetta dallo storico e giornalista Paulo César de Araújo, che nel libro “Eu não sou cachorro, não - Música popular cafona e ditadura militar” ricorda come anche il suo brano “Tortura de amor” fu censurato, per contenere appunto il termine “tortura”. Il titolo della pubblicazione prende spunto dalla canzone piú popolare di Soriano, Eu não sou cachorro não, di cui in basso riportiamo il testo, e che puó essere ascoltata al seguente link.
In Brasile é del resto ancora presente il conflitto sottotraccia tra gli autori piú sofisticati e piú apprezzati dalla classe media, che si fregiano della sigla mpb (música popular brasileira), ed i menestrelli che hanno successo presso le le classi subalterne: subalterne non solo sotto il profilo sociale ed economico, ma soprattutto sul piano culturale. Ed il recente risentimento manifestato da Raimundo Fagner nei confronti di Gilberto Gil, é solo un sintomo di questa situazione.
Oggi é possibile apprezzare la personalitá e la capacitá di coinvolgimento di Soriano, e comprendere il cosiddetto «fenomeno Waldick», attraverso il documentario “Waldick, sempre no meu coração”, diretto dalla nota attrice di novela Patrícia Pillar, che per la cronaca é anche la moglie dell’ex ministro lulista Ciro Gomes.
«Eu Nao Sou Cachorro Não
Eu não sou cachorro, não
Pra viver tão humilhado
Eu não sou cachorro, não
Para ser tão desprezado
Tu não sabes compreender
Quem te ama, quem te adora
Tu só sabes maltratar-me
E por isso eu vou embora.
A pior coisa do mundo
É amar sendo enganado
Quem despreza um grande amor
Não merece ser feliz, nem tão pouco ser amado
Tu devias compreender
Que por ti, tenho paixão
Pelo nosso amor, pelo amor de Deus
Eu não sou cachorro, não».
(Francesco Giappichini)

