B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Rio de janeiro, ma che gli fai ai pubblicitari?

La Cidade maravilhosa fa parte dell’immaginario collettivo. Icona globale, non è patrimonio solo di quanti amano la cultura verdeoro. Oltre a far sognare molti, ha spesso stimolato la fantasia dei creativi che lavorano nella pubblicità, diventando lo sfondo di numerose campagne. Il più delle volte riuscite, con qualche eccezione di gusto discutibile. Come quella, ormai divenuta celeberrima, dell’italiana Relish, che raffigurava presunti agenti della Polizia militare brasiliana sul lungomare di Ipanema, intenti a perquisire due modelle vestite con abiti della maison. A commettere quella che secondo alcuni è un’altra clamorosa gaffe è ora Burger King.

Una promozione recentemente lanciata in Inghilterra dalla multinazionale americana del fast-food recita: «Non c’é bisogno di un biglietto di sola andata per Rio» (foto). L’eccezionale prezzo del menu proposto sarebbe infatti sufficiente a far sentire il cliente «come se ci avesse rapinato». In parecchi hanno trovato sconveniente l’associazione tra Rio de janeiro e il furto, quasi che la città rappresentasse una sorta di terra di nessuno dove tutto è permesso e il suo nome potesse quindi venire immediatamente identificato con la commissione di atti illeciti. Secondo Burger King, invece, la campagna fa riferimento a un preciso evento.

Il fatto di cronaca in questione è la grande rapina al treno Glasgow-Londra del ‘63, durante la quale la banda guidata da Ronnie Biggs si appropriò di un bottino pari a 2,6 milioni di sterline. Nel corso dell’assalto, un macchinista morì. Arrestato, Biggs fuggì di prigione nel ‘66 e riparò a Rio de janeiro, dove visse per 35 anni, facendo ritorno in Inghilterra nel 2001. Nessuna generalizzazione o allusione, quindi, né tantomeno la volontà di descrivere i carioca come un popolo di ladri o la città come un rifugio per banditi. Il riferimento sottinteso è a un unico lestofante, vero e conosciuto, cioè l’80enne inglese attualmente detenuto nel carcere di Norwich.

Ciò non ostante, resta il fatto che la campagna si presta a essere male interpretata, soprattutto da quanti (in particolare all’estero) non fossero al corrente dell’episodio, che all’epoca fece scalpore. Anche se si tratta di pubblicità locale destinata al solo mercato britannico, è assolutamente inutile sottolineare come l’eco di qualunque iniziativa, oggigiorno, sia fatalmente destinata a propagarsi in tutto il pianeta. Alcuni esponenti politici, in Brasile, vi hanno ravvisato gli estremi della diffamazione e hanno chiesto spiegazioni alle autorità britanniche. Secondo loro, la campagna nuocerebbe all’immagine turistica di Rio de janeiro.

A stemperare la tensione ha pensato il pubblicitario paulista Washington Luiz Olivetto, che sull’edizione di sabato scorso del quotidiano “O Globo” ha fatto pubblicare a proprie spese un annuncio che riportava la frase: «Cielo azzurro, spiaggia e gente felice: il carioca, a comprarsi un biglietto di sola andata per Londra, non ci pensa nemmeno». A volte, il fuoco della polemica può essere spento con un sorriso.

(A. Forni)

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Commenti

  1. HCL
    Commento di HCL | 2009/05/19 alle 17:04:30

    Quando uno vuole mettersi in mostra, pur essendo un emerito nessuno, niente di meglio che inventare presunte offese o diffamazioni.

    Nella famosa pubblicità dei poliziotti che “palpeggiano” fotomodelle, a mio parere non è altro che pubblicità, null’altro. La Relish che sarebbe stata boicottata dalle donne in realtà ha avuto un incremento dei profitti, tantè che ora tale pubblicità è pota nella sua home page.

    Per questa del Burger King, pur essendo un quasi sessantene, conoscendo la storia della famosa rapina cosi come la fuga del capo banda e il suo ritorno alle patrie galere, mai avrei abbinato i due fatti.

    Ma per rimanere nei panni italici, altri esseri nulli e trasparenti, per acquisire notorietà usarono un noto fotografo italiano che pubblicizzava una nota marca di maglioni (inizialmente) poi diversificatosi, per le sue foto multicolori, che io apprezzavo, perché rappresentavano preservativi, come la stragrande str…… di contestare le sue foto di bambini o persone di varie razze, vedendo in ciò una radice razzista.

    Questi parlatori invisibili, pseudo amebe, che ottengono visibilità per pochi secondi, sono gli stessi che vanno in giubilo di fronte ad una “scatola di merda” solo perché porta la firma di un “cosidetto” grande artista.


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