Cose di culto, il corto di Furtado
Correva l’anno 1989, ed un Brasile da poco uscito dalla dittatura militare era alle prese con un’economia altamente instabile, un’inflazione alle stelle, e vani tentativi di correggere la rotta attraverso continui mutamenti della moneta. Il presidente Luiz Inácio Lula da Silva era solo un sapo barbudo, che si preparava ad essere sconfitto, nella disfida presidenziale, da un giovane di belle speranze, di nome Fernando Collor de Mello.
Ma il 1989 é stato anche l’anno della definitiva consacrazione dell’allora trentenne regista gaúcho Jorge Furtado (nella foto in alto). Il quale, grazie al cortometraggio Ilha das flores (a questo link é possibile assistervi attraverso Youtube), si aggiudicó premi nazionali (undici Kikitos, Air France, Margarida de prata), ed internazionali: l’Orso d’argento a Berlino, nel 1991 il Premio della stampa e del pubblico all’importante festival di Clermont Ferrand, il Festival d’Amburgo.
Una piccola perla che, per dirla con Gian Luigi De Rosa, rappresenta «l’inizio di una ricerca estetico-cinematografica in cui l’ibridismo nel linguaggio cinematografico diventa l’asse portante». Insomma un film cult del cinema ambientalista, che racconta d’un pomodoro che viene piantato, raccolto e venduto, solo per finire nella discarica dell’Isola dei fiori, tra maiali, donne e bambini.
Cosicché la differenza tra pomodori, porci ed essere umani diventa chiara. Noi ve lo proponiamo poiché fa ormai parte della cultura popolare verdeoro: viene proiettato sia nelle scuole che nei corsi di cittadinanza gestiti nelle favela dai leader comunitari, ed é stato giá circondato da numerosi aneddoti.
Si racconta ad esempio che commosse tanto un’organizzazione non governativa finlandese, che s’inizió una gara di solidarietá per aiutare i catadores de lixo. Oggi l’eclettico autore, molto apprezzato in Brasile, ha giá al suo attivo numerosi corto e lungometraggi, e lavora regolarmente per il canale televisivo Tv Globo.
Infine una curiositá: la scena finale, quella in cui donne e bambini si contendono il cibo coi maiali, é stata solo recitata. Ma Furtado tiene a sottilineare, ed il sottoscritto lo conferma, che i banchetti presso i cumuli improvvisati d’immondizia sono cosa normale – scritto senza virgolette – in tutte le metropoli brasiliane.
(Francesco Giappichini)

