B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

I romantici, questi dimenticati

                                                   

Negli scorsi decenni due cantanti (ancora vivi, vegeti ed in attivitá) hanno commosso platee di milioni di brasiliani: sono Cauby Peixoto detto Professor, oppure l’Elvis Presley brasileiro (nella foto in alto), e Agnaldo Timóteo. Oggi le giovani generazione li conoscono a malepena, e gli stessi media sembrano averli dimenticati, ma a nostro parere vale la pena di citarli.

Il primo – ormai 77enne, anche se secondo alcune fonti avrebbe settantaquattro anni – é sulle scene sin dagli anni quaranta, mentre l’altro (classe 1936) pare adesso piú a suo agio occupandosi di politica. Timóteo conserva infatti il primato non trascurabile di essere stato il deputato federale piú votato (nel senso delle preferenze ricevute) nella storia di Rio de Janeiro.

(Dopo un duro litigio con Leonel Brizola, abbandona la formazione di questi; oggi appartiente al Partito da república, ed é sostenitore del Governo in carica, ndr). Il loro stile musicale é analogo, fatto di ballate melodiche spesso speziate con un pizzico di samba, e li accomuna anche l’orientamento omosessuale.

E se per Peixoto, col suo stile dandy all’ennesima potenza, pare normale crederlo, per Timóteo – attaccabrighe come pochi altri – lo stupore é d’obbligo. Piú sotto vi invitiamo alla lettura del testo che Chico Buarque scrisse nel 1980 per Peixoto, mentre al seguente link si puó accedere a un interessante video che li ritrae entrambi, in compagnia di Agnaldo Rayol.

Bastidores

Chorei, chorei, até ficar com dó de mim
E me tranquei no camarim
Tomei um calmante

Um excitante e um bocado de gim
Amaldiçoei o dia em que te conheci
Com muitos brilhos me vesti

Depois me pintei, me pintei, me pintei, me pintei
Cantei, cantei
Jamais cantei tão lindo assim

E os homens lá pedindo bis
Bebâdos e febris a se rasgar por mim 
Não vi,troquei, voltei

Correndo ao nosso lar
Voltei pra me certificar
Que tu nunca mais vais voltar, vais voltar, vais voltar

Cantei, cantei
Nem sei como eu cantava assim
Só sei que todo cabaré

Me aplaudiu de pé quando cheguei ao fim.
Mas não,visei, voltei
Correndo ao nosso lar

Voltei pra me certificar
Que tu nunca mais vais voltar, vais voltar, vais voltar
Cantei, cantei

Jamais cantei tão lindo assim
E os homens lá pedindo bis
Bebâdos e febris à se rasgar por mim

Chorei, chorei até ficar com dó de mim.

(Francesco Giappichini)

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