Il Brasile idilliaco di “Io donna”

L’ultimo numero del settimanale “Io donna“, distribuito in abbinamento a “Il Corriere della sera” fino a oggi 21 novembre, dedica uno dei propri servizi centrali alla “tigre Brasile” e al suo attuale momento di grande sviluppo economico. Il reportage di Pablo Trincia, titolato “Interno Brasile”, dipinge un quadro quasi ideale, sintetizzato dal sommario che recita: «I poveri ora mangiano tutti i giorni. La classe media si concede vacanze e scuole esclusive. I cervelli non fuggono. In piena crisi globale c’è un paese che si gode il suo boom».
In verità, il femminile del gruppo Rcs entra solo in alcune case della buona borghesia di São Paulo (nella foto), prendendone la dorata realtà a simbolo della situazione generale. Le sontuose residenze in questione sono quella di un avvocato che possiede cinque Mercedes e della moglie, sceneggiatrice per la tv, quella di un consulente finanziario che tiene in braccio il barboncino bianco di casa e della consorte, affermata interior designer, nonché il super-appartamento di João Armentano, uno dei più famosi giovani architetti del Brasile.
Tutta gente che non doveva passarsela malissimo nemmeno prima del boom. Si parla di enormi schermi al plasma, di elicotteri con cui spostarsi evitando il traffico dell’ora di punta, di settimane bianche in Europa, del numero delle carte di credito in Brasile «aumentate del 91 per cento». Si citano la crescita del mercato dell’auto (+ trenta per cento) e del numero degli utenti di internet (+ dieci milioni). Insomma, sembra la descrizione del Principato di Monaco, più che quella del Brasile. Paese, ovviamente, in grande sviluppo (e lo sappiamo tutti) ma la cui radiografia sociale non può essere limitata a quella di un universo “glamour” per pochi eletti.
Non basta ricordare en passant, come avviene nel servizio, che «non ostante i grandi progressi compiuti negli ultimi anni, nelle regioni del nord-est e in altre zone del paese milioni di persone continuano a vivere in condizioni di estrema povertà» e che «il tasso di criminalità è ancora alto nelle grandi città», menzionando di sfuggita anche favela e incognite legate alla recessione globale. Due righe inserite quasi per dovere di informazione, nel contesto di un articolo del tono descritto, equivalgono ad affermazioni assolutamente didascaliche.
Pur esprimendo un giudizio sostanzialmente negativo sul pezzo (peraltro ottimo da leggere sotto il casco del parrucchiere), di seguito riportiamo integralmente il testo di un box in esso contenuto, nel quale vengono sintetizzati alcuni dati interessanti.
- Come salire in “classe A”
Con 190 milioni di abitanti, il Brasile è il quinto paese più popolato al mondo. Negli ultimi due anni 23 milioni di persone sono risalite dalle due classi più basse della scala sociale - la E e la D - alla C, quella media, reddito compreso tra 350 e 560 euro al mese (la soglia salariale per entrare nella classe A è di 3.400 euro). Questo ha portato un restringimento delle classi E e D dal 51 al 39 per cento della popolazione. Per il 2008 il tasso di crescita economica prevista è del 4,1 per cento, poco meno della media dei tre anni precedenti, ma quasi il doppio di quella a lungo termine. Il Brasile è il secondo maggiore produttore e il primo esportatore di etanolo, il bio-combustibile ricavato dalla canna da zucchero, la cui produzione nel 2008 potrebbe superare i 26 miliardi di litri. Nel maggio 2008 l’indice della borsa di San Paolo (Bovespa) ha superato i 70mila punti, con un volume di scambi di 4,2 miliardi di dollari. -
(A. Forni)

