B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

I brasiliani le vogliono poco abbronzate

Chissà che direbbe Silvio Berlusconi? In Brasile, nazione in cui la metà della popolazione si dichiara afro-discendente e dove, per dirla con Vinícius de Moraes, «ogni bianco ha almeno una goccia di sangue nero», l’ideale di bellezza femminile è la donna di pelle chiara, meglio se bionda. Che questo tipo fisico solletichi la fantasia dei brasiliani è convinzione antica, avvalorata da tendenze recenti. La voglia di esotismo non spiega il fenomeno. La bionda (lo diciamo per i disinformati) in Brasile è tutt’altro che esotica, vista la diffusa presenza nel paese di tutte le linee di sangue europee. Semmai, tale gusto è frutto dell’imposizione di un modello, che ha reso questa preferenza ormai prevalente.

Prendiamo due tra gli ultimi concorsi di bellezza. Uno è quello che a dicembre eleggerà la “Musa do Brasileirão 2008″, cioè la ragazza che diventerà una sorta di rappresentante del calcio nazionale, vestendo i colori della squadra brasiliana per cui fa il tifo. A sinistra nella nostra foto, ecco a titolo esemplificativo la musa dell’Atlético Mineiro, Danielle Rocha. L’altro è il concorso carioca “Garota da laje”, letteralmente “Ragazza del solaio”, promosso da Rádio Saara e da una catena di negozi popolari. La competizione non è destinata alle bellezze da spiaggia ma a quante sono use prendere il sole sulla copertura (cementata per evitare infiltrazioni d’acqua ai piani inferiori), degli edifici privi di tetto dove vivono, evidentemente non situati in zone agiate di Rio de janeiro. A destra nell’immagine, l’ultima regina Luciane Soares, della favela K11 di Nova Iguaçu.

Da una parte, dominio assoluto delle ragazze di pelle bianca, dall’altra quello delle ragazze di pelle nera. Il premio, per la “Musa” del massimo campionato calcistico verdeoro, sarà costituito da lucrosi contratti pubblicitari e ben retribuiti servizi fotografici, nonché ospitate televisive garantite ed enorme esposizione mediatica, in aggiunta. Per la “Ragazza del solaio” ci sarà una macchina usata. Sì, chi vince si aggiudica un’automobile immatricolata nel 2001 e «in ottimo stato», come promette il relativo articolo del regolamento. Sperando non si tratti, invece, di un catorcio o di un carro batido.

Il giornalista e commentatore radiofonico Luiz Antonio Bap, organizzatore di quest’ultimo concorso, dichiara: «Vogliamo trasformare il brega in cult, cellulite e smagliature in punti di forza. Queste ragazze vivono in comunità difficili, spesso lontane dalla spiaggia e mal servite dai mezzi di trasporto. Anche loro meritano di esser viste. Sono ammesse mulatte, negre, bianche, alte, basse, cicciottelle e magroline». Bontà sua. Il messaggio, abbastanza esplicito, contenuto in queste affermazioni è che il concorso vuole premiare una bellezza comune o addirittura mediocre, maggiormente associabile alle donne di pelle scura. Ovviamente, si tratta di una nostra lettura personale, confutabile e non dimostrabile.

Così come da nessuna parte stava scritto che alla “Musa do Brasileirão” non potessero partecipare ragazze afro-brasiliane. Anzi, alle selezioni tale componente era preponderante. Ma, guarda caso, le venti concorrenti scelte come finaliste e abbinate agli altrettanti club calcistici della prima divisione brasiliana sono tutte caucasiche. La metà di esse ha i capelli biondi o castano chiaro. In televisione, a fare passerella su Rete Globo al “Caldeirão do Huck”, ci andranno solo loro. Di ragazze afro-discendenti, nella serie A della bellezza brasiliana, nemmeno l’ombra. Il loro fascino è evidentemente considerato di serie B.

(A. Forni)

Lascia un commento »»

Musibrasil Radio
Musibrasil Radio