Felipe Massa: «Sim, podemos!»

Parafrasando il famoso «Yes, we can», cioè lo slogan della campagna di Barack Obama, candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti, potremmo dire che anche per il paulista Felipe Massa (foto) la conquista del titolo mondiale di Formula Uno è una cosa che «si può fare». Anche se la formula, tradotta in italiano, più che risultare beneaugurante verso un trionfo del pilota Ferrari evoca sinistramente la veltroniana sconfitta alle ultime politiche.
I brasiliani ci credono ancora, gli italiani meno. I sette punti di svantaggio in classifica dall’inglese della McLaren, Lewis Hamilton, a una sola gara dal termine non concedono spazio a sogni di vittoria, secondo la stampa sportiva italiana. E in Brasile lo hanno sottolineato, riportando alcune frasi estrapolate dagli articoli dei nostri quotidiani, molto sfiduciati dopo la prova disputata a Shanghai domenica scorsa, che ha visto il britannico nettamente vittorioso sul brasiliano.
Ma la tappa che manca è proprio il Gran premio del Brasile, in programma domenica 2 novembre a Interlagos e questo, ovviamente, non può che essere un vantaggio per Massa. Più che la torcida di casa, crediamo, a fare la differenza sarà la sua familiarità con il circuito. Una cosa è sentire la curva del Flamengo alle tue spalle quando batti un calcio d’angolo, altra è riuscire a percepire un incitamento quando la curva in questione è quella che stai affrontando tu, a duecento all’ora.
Importante, invece, sarà conoscere a memoria la consistenza di ogni tratto d’asfalto, ricordare il grado di scivolosità di ogni cordolo e sapere esattamente quale sarà l’attrito dell’aria su singoli rettilinei e varianti. Un bagaglio di informazioni ormai parte del dna di Felipe, che sulla pista di São Paulo è sportivamente cresciuto. Inoltre si dice che Hamilton sotto pressione tenda a sbagliare (come l’anno scorso), mentre Massa avrà dalla sua la consapevolezza di non avere nulla da perdere.
Anche il finlandese Kimi Raikkonen, ex-campione e suo scudiero di giornata, sembra superiore al connazionale Heikki Kovalainen, compagno di squadra di Hamilton. E se all’inglese qualche punto lo rosicchiassero pure Alonso e Kubica, il gioco sarebbe quasi fatto. Chiaramente Massa dovrà prima arrivare davanti a tutti e poi incrociare le dita. Ma sperare non costa nulla, come insegnano i poco scaramantici brasiliani. Che fanno sempre e comunque festa, prima e dopo gli eventi, comunque vadano.
Le elezioni americane sono il 4 novembre. Tra una decina di giorni, nel breve volgere di quarantotto ore, sapremo prima il nome del nuovo campione mondiale di Formula Uno e poi quello del prossimo padrone del mondo. Che il cielo ce la mandi buona, in entrambi i casi.
(A. Forni)

