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Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Primo turno, Lula pareggia

                                            

Il primo turno delle elezioni brasiliane, celebratosi domenica scorsa, si é dimostrato interlocutorio, e i sindaci della maggioranza delle metropoli verdeoro saranno decisi solo il prossimo 26 ottobre, quando i due candidati piú votati si scontreranno in sede di ballottaggio.

Il nostro portale seguirá il secondo turno in modo molto approfondito, cosí in questa sede ci limiteremo a descrivere le poche sfide che si sono giá concluse lo scorso 5 ottobre. A Fortaleza, la petista Luizianne Lins (nella foto in alto) – grazie all’appoggio dei governi federale e statale – é riuscita a concludere la pratica con tre settimane di anticipo, lasciando agli avversari solo le briciole: Moroni Torgan, leader dell’opposizione moderata, non é andato oltre il venticinque per cento dei consensi.

Stesso copione a Recife: il candidato del Partido dos trabalhadores (Pt), João da Costa, ha avuto vita molto facile contro il conservatore Mendonça. Ma in questo caso il vero avversario del petista sanno i tribunali, dato che siano di fronte ad una candidatuta sub judice: da Costa é stato accusato di far campagna elettorale usando mezzi e risorse del Comune, ovviamente amministrato dal Pt.

Nessuna sorpresa nella capitale dell’antilulismo, ossia Curitiba, ove il sindaco socialdemocatico Beto Richa ha distanziato di oltre cinquantanove punti la petista Gleisi Hoffmann. Pronostici confermati anche a Natal, ove la giovane imprenditrice verde Micarla de Sousa, sostenuta dalle forze politiche piú conservatrici, non ha dato chance alla storica militante petista Fátima Bezerra, ferma al trentasei per cento dei consensi.

Poche le conclusioni che si possono trarre da questa prima tornata, che ha confermato sí la forza elettorale dei candidati sostenuti dall’Esecutivo di Luiz Inácio Lula da Silva, ma anche la capacitá delle forze politiche moderate di contrapporvisi: specie grazie all’alleanza con partiti della stessa maggioranza lulista, che peró a livello locale cercano di svincolarsi dall’ingombrante presenza del presidente-operaio.

(Francesco Giappichini)

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