B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Brasile, arriva la crisi?

                                               

La grave crisi finanziaria che sta scuotendo le borse mondiali arriverá anche in Brasile? Per il momento, gli effetti concreti del trambusto originatosi negli Stati Uniti non sono stati molti, né molto rilevanti. Ma ci sono stati. In primis, la moneta locale si é indebolita su dollaro ed euro, in secondo luogo si sono ridotte le previsioni di crescita economica per il prossimo anno ad un modesto 3,5 per cento.

Per quest’anno, invece, dovrebbe essere superato abbondantemente l’agognato obiettivo del cinque per cento. Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha dichiarato che non saranno adottati pacchetti sul modello di quello recentemente approvato dal Congresso statunitense, ma solo misure specificamente mirate al contenimento della crisi.

Probabilmente, sostengono gli analisti, i maggiori problemi saranno legati alla fututa scarsitá di credito sui mercati internazionali. E per quanto riguarda i consumi, sinora in fortissima crescita? Si prevede un lieve calo per i prossimi mesi, giá anticipato – tra l’altro – dai risultati di agosto del piú rivelatore dei segmenti di mercato, quello dell’auto.

Al riguardo riportiamo il servizio che il Tgfin ha dedicato alle recenti dichiarazioni di Sergio Marchionne, dedicate alla lieve flessione che il gruppo torinese ha fatto registrare, in Brasile, due mesi fa.

«Fiat: Marchionne, settembre “non negativo” in Brasile

Nel Paese ’siamo ai limiti della capacita’ produttiva’ L’andamento di  Fiat in Brasile a settembre “non e’ stato negativo”. Cosi’ l’a.d. Sergio Marchionne, che ha escluso un calo “per quanto ne so”. Commentando la flessione di Fiat in agosto nel Paese carioca, Marchionne ha detto: “il Brasile stava marciando alla velocita’ della luce. Non e’ che mi preoccupi tanto il fatto che abbia rallentato un poco. Anzi, e’ meglio. E’ piu’ di 24 mesi che cresce. Ogni tanto bisogna pure calmarsi”.

Marchionne ha definito “fisiologica” la flessione di Fiat in Brasile in agosto e ha aggiunto che “noi stiamo anche ai limiti della capacita’ produttiva. Non possiamo produrre di piu’”».

(Francesco Giappichini)

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Commenti

  1. Commento di zeca | 2008/10/09 alle 17:32:01

    6 anni di progresso economico spazzati via in una sola settimana di turbolenze finanziarie mondiali, il ciclo Lula letteralmente polverizzato da una caduta verticale di peso monetario e blocco borsistico del Bovespa.Quello che nessun analista poteva immaginare e’accaduto!Il Brasile sembra essere tornato, in pochissimi giorni, quel gigante dal ventre facile che ciclicamente ricasca a terra sull’onda di una improvvisa quanto violenta speculazione internazionale .I poteri forti del pescecanismo finanziario organizzato sono stati capaci di mettere in discussione tutti gli indiscutibili successi ottenuti in campo economico dal “presidente operaio”.Fino a 3 settimane fa il Brasile era sinonimo di boom economico,fiducia nel futuro, allargamento dei consumi interni,esplosione degli investimenti dall’estero e di tanti altri indicatori sbalorditivi che realmente lo mettevano in vetrina come l’avanguardia dell’area del BRIC.Ci chiediamo se sia possibile passare da uno stato di euforia ad uno comatoso ,vorremo capire cosa ci sia dietro questa follia finanziaria e ,come mai, Lula e la Banca centrale Brasiliana si siano fatti trovare impreparati di fronte ad un pur prevedibile attacco speculativo esterno.Ci chiediamo se l’unico ed eterno freno alla espansione verdeoro sia,come e’ sempre stato, l’eccessiva vicinanza al concorrente statunitense.A pochi giorni dalle elezioni americane il Brasile si trova,che coincidenza,nudo ed impaurito come sempre nella sua storia.Una nazione dal territorio grande 2 volte e mezzo quello della intera unione europea e con poco piu’ di due milioni di abitanti dovrebbe essere una potenza economica di primo livello, quando sembra esserci vicino il sogno si disintegra per interferenze di “cugini”non troppo lontani.Un Brasile troppo forte faceva paura a molti, e’bastato un soffio di vento per ricacciarlo indietro di 6 anni!!Nonostante tutto, il Brasile e’ e rimane l’unico posto al mondo dove il sorriso non costa nulla, l’unico dove arricchirsi significhi guardare quel sole unico e dove godere di emozioni forti.Il portafoglio piange, il cuore puo’sopravvivergli!!QUE MUNDO SUJO PESSOAL…..


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