Vecchi miti verdeoro, la Copersucar
Chi ha abbondantemente passato la trentina ed è un appassionato di Formula 1, non può non ricordare la vicenda automobilistica della Fittipaldi Automotive, o Copersucar (nella foto in lato). Prima e ultima scuderia brasiliana del massimo campionato automobilistico, fu fondata, diretta e guidata, a metà degli anni settanta, da due talentuosi e ingegnosi fratelli paolisti: Emerson Fittipaldi e Wilson Fittipaldi Júnior.
Nulla a che vedere con gli strabilianti risultati che negli stessi anni mietevano la scuderia di Maranello e i suoi piloti, tanto che l’esperienza – cominciata con grandi entusiasmi nel 1975 – fu chiusa, causa i ripetuti insuccessi, nel 1982. Tuttavia il team ebbe anche i suoi momenti di gloria, e l’apice fu toccato nel 1978: il pilota-costruttore e due volte campione mondiale Emerson, alla volante dell’auto “di famiglia”, ottenne un prestigioso secondo posto al Gran premio di casa, quello del Brasile, e seppe anche collezionare diciassette preziosi punti alla fine della stagione.
In ogni caso la scuderia, protagonista di ben centoquattro Gran premi, ebbe il merito di avvalersi di piloti di grande prestigio, da Arturo Merzario a Keke Rosberg, più tardi campione del mondo. L’esperienza spianò la strada alla forte passione verdeoro per questo tipo di competizioni, e di conseguenza all’interesse degli sponsor nazionali per il mondo delle corse; e non è un caso che – dopo l’impegno del colosso dell’industria zuccheriera – nel 1980 si assunse il nome Skol Fittipaldi team, grazie alle risorse investite dal noto marchio nazionale della birra.
Ma sopra tutto fu in questo modo spianata la strada a futuri pluricampioni mondiali, del calibro di Ayrton Senna e Nelson Piquet. Va tuttavia segnalato che mentre in patria l’iniziativa fu spesso considerata qualcosa di ridicolo, o comunque di folcloristico, gli appassionati del mondo intero seppero invece apprezzare quanto di quell’esperienza doveva essere apprezzato.
Ad esempio il mai dimenticato sorpasso del 1980, nella Classifica costruttori, nei confronti della Ferrari.
(Francesco Giappichini).

