B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Consigli musicali, Nélson Gonçalves

                                           

Qualcuno sa chi sono stati i due cantanti brasiliani ad aver venduto più copie di dischi? Forse qualche nostro lettore penserà a Gilberto Gil e Caetano Veloso, o magari alla sorella di quest’ultimo, Maria Bethânia, e a Chico Buarque. Ebbene no, siamo fuori strada. Il primo, con ottanta milioni, è l’inarrivabile Rei Roberto Carlos, mentre al secondo posto, con sessantacinque, il personaggio che vi presentiamo oggi: Antônio Gonçalves Sobral, meglio conosciuto come Nélson Gonçalves.

E non è un caso che abbiamo nominato Maria Bethânia e Veloso, giacché il nome della sorella fu scelto dal grande musicista baiano, grazie all’ispirazione fornitagli dall’omonimo brano, interpretato proprio da Nélson Gonçalves. L’ho personalmente conosciuto grazie al documentario omonimo, diretto nel 2001 da Elizeu Ewald.

Mi si sono così spalancate le porte della conoscenza di un grande cantante melodico, che tanto ha dato alla musica brasiliana degli scorsi decenni. E’ stato protagonista di una vita movimentata – è morto nel 1998 a settantotto anni – ove non è mancata una pericolosa dipendenza dalla cocaina, e un mese di carcere, sempre per droga, nel 1965.

Seppe comunque uscirne, soprattutto attraverso grandi successi musicali, che contemplarono anche le interpretazioni di brani di musicisti molto più giovani di lui, come Kid abelha (Nada por mim), la band Legião urbana (Ainda é cedo) e Lulu Santos (Como uma onda).

Ma veniamo, come al solito, ai nostri consigli per gli ascolti. Cominciamo dal suo cavallo di battaglia A volta do boêmio, composto da Adelino Moreira. Proseguiamo con la sua versione di Ultimo desejo, grande successo di Noel Rosa, e concludiamo con la sua notissima interpretazione di Valsinha di Chico Buarque, a due voci insieme allo stesso autore.

Vi salutiamo infine con qualche curiosità sul grande cantante, che da ragazzo fu campione di pugilato, nei pesi medi, per lo Stato di San Paolo: fu soprannominato Metralha a causa di una lieve balbuzie, e da giovane non riuscì a entrare nelle grazie di Ary Barroso, che nei difficoltosi inizi d’una strepitosa carriera, gli consigliò apertamente di lasciar perdere.

(Francesco Giappichini).

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