B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Brasile, dacci oggi il nostro lixo quotidiano

Ormai è noto che il Brasile di Lula ha rilanciato il Paese a livello internazionale, risanando il debito ed aumentando notevolmente l’export. Ciò ha portato anche ad una crescita del real sul dollaro ma, ha comportato anche l’aumento dei prezzi e del carovita quotidiano. Malgrado ogni sforzo - benché il rialzo del salario minimo - ancora oggi in Brasile, il benessere non viene ridistribuito su tutta la popolazione.

Ed ancora, i poveri di ieri sono quelli oggi, il <<popolo degli invisibili>>, che vive nell’ombra delle grandi città e sopravvive quotidianamente, proprio come in questo video diretto da Diego Lisboa e dal titolo O Rangú du Tatu. Sembra incredibile ma tutto ciò, accade ancora oggi.

(Gaetano Risica).

3 risposte a Brasile, dacci oggi il nostro lixo quotidiano »»


Commenti

  1. HCL
    Commento di HCL | 2008/08/30 alle 02:26:37

    Impressionante nella sua crudezza.

    Ma sarebbe da rilevare che puntare il dito direttamente sul Brasile è quantomeno riduttivo. Che esistano sacche di miseria è una realtà incontestabile, ma troppo spesso si indica il Brasile come un paese abitato di macachi che abitano sulle piante e si cibano di banane, con un contorno di ragazzini frugando nell’immondizia alla ricerca di cibo.

    La realtà e ben diversa, pur non negando che accadono fatti come quello descritto nel filmato, e corretto ricordare che il Brasile per i suoi poveri provvede meglio di altri stati più blasonati.

    Ma vorrei rilevare che produrre un documentario o un cortometraggio non sono la stessa cosa.

    Un documentario dovrebbe riprendere, spesso con telecamere nascoste, fatti reali, riportandoli fedelmente.

    Il cortometraggio, utilizzando anche attori estemporanei, produce una visione distorta e corretta dei fatti, con l’ottica del regista.

    Potrò anche errare, ma quello mostrato, più che un documentario sembra proprio un cortometraggio, l’uomo che prende i sacchetti in punta di dita, come per non sporcarsi, il bambino con la camicia a scacchi che giunge, sposta un sacco nero e si allontana e appare continuamente e tanti altri momenti lasciano intendere che i personaggi si muovono a richiesta.

    Quello che prende la lattina e la ripone nuovamente, l’uso delle forchette, il cagnolino (finto viralata) posto sapientemente di fronte all’obbiettivo dalla mano di un figurante, tutto lascia da intendere che si tratta di un “documentario” inventato.

    Anche il bambino che canta “no lixo comendo, no lixo”, assolutamente fuori luogo e di cattivo gusto. Ho conosciuto diversi “catadores” quando abitavo nei conjunti Agua Doce e Rosalina di Fortaleza, e non ho mai sentito nessuno di essi mostrarsi allegro per il cibo che trovava nell’immondizia.

  2. Commento di grisica | 2008/08/31 alle 14:49:16

    Olà,
    vorrei far rilevare che nessuno ha puntato il dito direttamente sul Brasile ma, semplicemente, è stato riportato che l’eventuale ricchezza non viene ridistribuita e si conclude con la frase “sembra incredibile ma questo succede ancora oggi” (probabilmente, l’unica imputabile, casomai tutto ciò non succedesse più).

    Poi, è chiaro che il video non è un “documentario” e di questo, anche tu, te ne sei accorto. Infatti era inutile spiegare che il “video” era un cortometraggio ben fatto, su una realtà che - volente o nolente - indipendentemente dal fatto se i poveri siano felici o no di fare i “catadores”, è pura realtà.

    Informo inoltre che lo stesso video è stato selezionato in diverse rassegne brasiliane ed al 10° Festival Brasileiro de Cinema Universitário ( http://www.fbcu.com.br/2005/premiados2005_01.htm ), ha ricevuto il premio Destaque em “retrato da realidade nacional” (ritratto della realtà nazionale), oltre alla menzione d’onore nel Premio ABD&C-RJ.

    Tralascio ulteriori commenti.

    Gaetano Risica

  3. Commento di grisica | 2008/09/05 alle 12:25:39

    Oi,

    ho trovato un altro video sui “catadores de lixo”, sicuramente più reale. E’ infatti un reportage giornalistico di Rede Record e l’aspetto interessante del servizio è vedere come qualcuno di questi onesti “catadores” sia realmente riuscito a crearsi un lavoro riciclando i RR.SS.UU.

    Ecco il link del video:

    http://br.youtube.com/watch?v=NR0A4z-Fk5E

    Abraços,
    Gaetano Risica


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