Letture brasiliane sotto l’ombrellone
In genere, da queste pagine web, consigliamo l’ascolto dei più interessanti musicisti brasiliani. Quest’oggi però ci limiteremo a segnalarvi un grande scrittore mineiro, le cui opere tradotte in italiano, facilmente reperibili, potranno accompagnarvi nell’ultimo scorcio dell’estate.
Ci riferiamo a João Guimarães Rosa (nella foto in lato), che molti considerano il più grande scrittore latinoamericano del secolo. Molti nostri amici lo conoscono già, e avranno forse letto molte delle sue opere; ma il ripasso in questo caso giova senz’altro, dato che anche molti cosiddetti «lettori forti», pur amanti del Brasile, subiscono spesso la soggezione del suo tipico linguaggio, che fonde i regionalismi del Minas Gerais, con le più ardite innovazioni linguistiche.
Schiavi del continuo ricorso al glossario e della sua fama di «Joyce brasiliano», finiscono così intimiditi. Ed è un peccato. Invero, e lo mise a suo tempo in evidenza il suo collega e conterraneo Jorge Amado, i maggiori meriti di Guimarães Rosa non sono formalistici, ma strettamente contenutistici.
Ed hanno a che vedere sia con la mirabile descrizione delle atmosfere di quell’ampia parte del Brasile che è tutt’ora conosciuta come sertão, sia con la creazione di personaggi dai percorsi tragici, soggetti ai duri destini delle genti di questa regione. Ma dirò di più: leggere i racconti di questo autore è esperienza simile all’ascolto dei ricordi delle persone più anziane, in qualche barzinho seminascosto d’una qualsiasi metropoli brasiliana.
E non importa se non si comprende a fondo il significato di ogni parola del racconto di quel vecchietto, che ha passato la giovinezza nell’entroterra del Paese, per poi trasferirsi in città: quel che conta è calarsi nell’atmosfera. Allo stesso modo, non è per nulla necessario ricorrere al glossario, durante la lettura delle novelle dello scrittore del Minas.
Basta solo immedesimarci, e convincerci che ci troviamo in Brasile ad ascoltare, dalla bocca di un diretto protagonista, una storia di qualche decennio fa, fatta di violenza, sopraffazione, amore, durezza, tradizioni ataviche. Ma adesso andiamo ai consigli di lettura veri e propri: si può cominciare con la struggente saga di Riobaldo e Diadorim in Grande Sertão, per passare subito dopo a Miguilim, il breve e verosimile racconto di un’infanzia drammatica.
Quindi, spazio alla raccolta di novelle intitolata Sagarana (dove ne troverete qualcuna strepitosa), e al romanzetto Una storia d’amore, tratto dalla raccolta Corpo di ballo. Quando avrete finalmente finito questi compiti per le vacanze, del Brasile ne saprete senz’altro di più.
Buona lettura.
(Francesco Giappichini).

