Pechino, per il Brasile anche un oro dal Cielo

Soddisfacente disimpegno per i colori verdeoro alle Olimpiadi di Pechino, tra conferme, sorprese e qualche delusione. I brasiliani conquistano meno primi posti rispetto ad Atene 2004 (tre contro cinque) ma eguagliano il miglior bottino assoluto di medaglie (quindici) dell’edizione 1996 ad Atlanta. Il bilancio finale è di tre ori, quattro argenti e otto bronzi, in otto discipline. La vittoria più inaspettata arriva per merito di César Cielo Filho (foto), primo nuotatore brasiliano a imporsi in una competizione olimpica, nei 50 stile libero, con il nuovo record dei Giochi. Il suo oro, giunto il 16 agosto, segue il bronzo da lui conquistato nei 100.
Già dato conto delle prime tre medaglie, arrivate dal judo, seguiamo brevemente la cronologia degli avvenimenti. Il 17, dispiaceri dalla ginnastica. Il favorito Diego Hypólito cade nel corpo libero ed è solo sesto. Errore pure per Daiane dos Santos, che durante l’esercizio esce dai limiti della pedana ed è fuori dalle medaglie. Sbaglia anche Jade Barbosa nel salto ed è settima. Il giorno dopo, il 18, arriva un inedito bronzo dalla vela femminile, classe 470. Lo strappa al mare in burrasca la coppia formata da Fernanda Oliveira e Isabel Swan.
Sempre il 18 un piccolo giallo. Nell’atletica, sparisce misteriosamente dal campo di gara un attrezzo della saltatrice con l’asta Fabiana Murer. Innervosita, sbaglia tre tentativi a metri 4,65 e viene eliminata, tra le lacrime. Altro dramma il 19, nel calcio. In semifinale, il Brasile subisce l’onta della sconfitta contro gli odiati hermanos argentini. L’inequivocabile 3-0 con cui la seleção di Ronaldinho viene esclusa dalla finale mette in ombra l’identico risultato con cui batterà il Belgio tre giorni dopo e si congederà con un onorevole bronzo.
L’eterno Robert Scheidt, due volte campione olimpico e otto volte iridato, il 21 conquista un argento per il Brasile nella vela, classe Star, in coppia con Bruno Prada. Solo una medaglia di legno, invece, dal beach volley femminile. Renata e Talita, quarte, perdono da coppie cinesi sia in semifinale che nella finale di consolazione. Il giovedì prosegue con un argento dal sapore amaro nel calcio femminile. Marta, Cristiane, Daniela Alves e le altre sono sconfitte in finale per 1-0 dagli Stati Uniti, bestia nera di sempre.
La giornata si conclude con una brutta storia nell’equitazione. Chupa Chup, destriero del cavaliere Bernardo Alves, viene squalificato perché positivo alla capsaicina, principio attivo del peperoncino contenuto in una pomata proibita, applicata alle parti intime dell’animale per indurlo a saltare. Il 22 inizia con due medaglie nel beach volley maschile. Le coppie Ricardo/Emanuel e Márcio/Fábio Luiz salgono rispettivamente sul terzo e sul secondo gradino del podio. Curiosamente, quarti sono Jorge e Renatão, brasiliani naturalizzati che difendono i colori della Georgia.
In serata, splendida vittoria nell’atletica femminile. Protagonista è la saltatrice in lungo Maurren Maggi. La 32enne veterana balza a metri 7,04 e resiste all’ultimo assalto della russa Tatyana Lebedeva, che atterra a un solo centimetro da lei. È la prima medaglia d’oro per una donna brasiliana nelle competizioni individuali. Il giorno successivo, è apoteosi per la seleção femminile di pallavolo, che travolge gli Stati Uniti e regala al Brasile la prima vittoria assoluta nella specialità . Fofão (che dice addio alla nazionale dopo diciotto anni) e compagne compiono una vera e propria marcia trionfale.
Ed è ancora una volta storico l’inedito bronzo che la paranaense Natália Falavigna si aggiudica nel taekwondo, categoria oltre 67 chilogrammi, sempre il 23. È di domenica 24 la sconfitta per 3-1 della nazionale di pallavolo maschile di fronte agli Usa. Giba e compagni non ripetono il successo di Atene e dei mondiali 2002 e 2006. Gustavo, centrale della Sisley Treviso, saluta per sempre la seleção con un argento olimpico e nove titoli internazionali assoluti.
Appuntamento a Londra 2012, di sicuro e a Rio de janeiro 2016, forse. Per vedersi assegnati i Giochi che si svolgeranno tra otto anni, la capitale carioca il 2 ottobre 2009 dovrà battere la concorrenza di Chicago, Madrid e Tokyo.
(A. Forni)

