B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Italia attapirata, Brasile sconfitto

                                        

I media del mondo intero hanno dato grande evidenza al fallimento del cosiddetto Doha round, il negoziato tenutosi nei giorni scorsi a Ginevra, in seno all’Organizzazione mondiale del commercio. E se gran confusione regna sotto i cieli italiani – col ministro delle Politiche agricole Luca Zaia entusiasta del suddetto fiasco, e il sottosegretario allo Sviluppo economico Adolfo Urso, ben più rattristato, direi attapirato – ben più chiara è la posizione e situazione brasiliana.

Circa le reazioni a caldo e le dichiarazioni più importanti, rimandiamo i nostri lettori all’impeccabile servizio dell’agenzia elvetica “Swissinfo”, riportato più sotto. A noi interessa solo rimarcare un paio di punti. In primis, il fatto che il Brasile è uno dei principali sconfitti dall’esito infausto dei negoziati: insieme ai grandi paesi esportatori, ossia Canada, Uruguay ed Australia, avrebbe, infatti, ricavato enorme beneficio dalla riduzione dei sussidi agricoli nei cosiddetti Paesi ricchi.

Il secondo punto riguarda le prospettive future, e crediamo che le politiche commerciali verdeoro dei prossimi mesi saranno interamente improntate alla negoziazione e conclusione d’accordi bilaterali. In primo luogo con gli Stati Uniti, tanto che molti analisti hanno già parlato d’una riedizione del progetto dell’Area di libero commercio delle americhe: quello affossato da Brasile (e non solo da Brasile) agli esordi del primo Governo Lula, ed identificato come il nemico da abbattere dall’intera sinistra movimentista latinoamericana.

E inoltre già si parla di un rinnovato impegno per la definizione – una buona volta – dell’accordo tra Mercosul ed Unione europea, che soprattutto i sudamericani avevano snobbato in nome delle trattative in seno al World trade organization. Quelle fallite l’altro ieri.

«Wto: ministro Brasile, non credo accordo prima di due anni

“E’ incredibile il disastro del Doha Round: il presidente Lula, a 2 anni dalla fine del suo mandato, non riuscirà purtroppo a vedere la fine dell’accordo”. Questo ha detto visibilmente deluso al quotidiano economico brasiliano ‘Valor’ il ministro degli Esteri brasiliano Celso Amorim dalla sede del WTO a Ginevra.

“E’ valsa la pena di tutto quello che noi abbiamo fatto - ha proseguito il ministro dell’attuale presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva - Abbiamo sempre detto che Doha era una nostra priorità. Ma non possiamo restare pendenti da una cosa che non dà risultato.

La struttura degli accordi bilaterali di commercio è meno vantaggiosa per il Brasile ma, se non c’é altro accordo, andremo avanti con questi”. La ripresa del Doha Round è importante per il Brasile ma ritarderà anni, “forse fino al 2013″. Amorim ha affermato che “aspetterà che il polverone del fiasco di Doha si diradi per vedere come gli europei reagiranno”.

Il Mercosud dovrà, secondo ‘Valor’, riprendere le trattative per un accordo di libero commercio con l’Unione Europea a partire da settembre».

(Francesco Giappichini).

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