Sabrina, la vita presa di petto

Le avevamo messo gli occhi addosso qualche mese fa. Ora il fenomeno Sabrina Boing-Boing ha ricevuto un’informale investitura da parte del TGcom. Giorni or sono, lo spazio giornalistico concepito per il web italiano, quotidianamente rilanciato via etere da Canale 5, ha dedicato un servizio alla formosa brasiliana. Le misure ufficiali di Sabrina, rivelatasi nel 2006 come sosia di Pamela Anderson nel programma televisivo “Covernation” di Mtv Brasil, sono 105-63-105 ma l’impressione è che almeno la prima vada ritoccata per eccesso. La “trop model” ha già all’attivo diverse apparizioni sull’edizione verdeoro di Playboy (foto).
In aggiunta alla generosa mano datale da madre natura, Sabrina si è fatta iniettare un litro e mezzo di silicone in ciascuna mammella. Il risultato è visibile sul numero di luglio della sopracitata rivista per soli uomini (come si diceva una volta), all’interno della sezione “Happy hour”, in un servizio dove la finta bionda appare fasciata unicamente da una guaina di cuoio. Numerosi erano stati gli interventi chirurgici a cui si era sottoposta in passato, per somigliare (con scarsi risultati, a nostro giudizio) all’ex bagnina di Baywatch. A sua volta oggi più simile a una bambola gonfiabile che a una donna.
24enne secondo gli annali ma di età praticamente indefinibile, Sabrina al secolo fa Trevizzan. Il suo cognome è frutto di una storpiatura del “Trevisan” di famiglia, avvenuta dopo l’arrivo dei suoi avi veneti in Brasile un secolo fa. La colpa fu di un funzionaro dell’anagrafe poco avvezzo alla fonetica italiana. L’onomatopeico nomignolo “Boing-Boing”, che evoca il ballonzolare dei suoi mastodontici attributi, le venne invece affibbiato dal veejay Marcos Mion e lei ne fece un marchio di fabbrica. Lo scorso febbraio, è stata madrina della batteria di percussioni della scuola di samba “Leandro de Itaquera”, orgoglio dell’omonimo quartiere di São Paulo.
Per l’ufficio imposte brasiliano la Boing-Boing di mestiere fa l’attrice. In realtà si guadagna il pane con lucrative serate, dove canta, balla, salta e si mostra in quasi tutto il proprio splendore, di carne e polisilossano. Già , quasi. Da furba imprenditrice di sé stessa non si concede mai completamente, cioè non scopre mai per intero il suo turgido petto. Anzi, durante i suoi spettacoli, il momento più alto è quello in cui risponde alle domande del pubblico, spesso esprimendo la propria opinione su temi di attualità (sic). Ciò di cui bisogna darle atto è di avere messo a frutto la sua migliore capacità e di essersi fatta strada nella vita sfruttando un proprio punto di forza. Anzi due, per la verità .
A parte i pruriti che nel terzo millennio l’esposizione di un corpo femminile ancora suscita a livello planetario, ci pare interessante sottolineare una nuova tendenza. «O que o povo desconhece é que este tremendo ciclone, musa da geração 2000, é armação de silicone», canta Seu Jorge. In Brasile, la chirurgia plastica è stata da tempo sdoganata, non per sopperire a carenze fisiche ma per soddisfare desideri puramente estetici. Lungi dall’essere solo una soluzione cui ricorrere a malincuore, oggi è un sogno da inseguire a tutti i costi. La novità è che il modello di riferimento è cambiato. Un tempo le trans si facevano ritoccare per somigliare alle donne. Ora sempre più donne vogliono essere uguali a certe trans.
E allora via libera a labbroni che paiono di gomma, a zigomoni esagerati e a misure da cartone animato. Tutte a imitare Sabrina (che ha imitato Pam), autoproclamatasi «campionessa di schiacciamento lattine con i seni». D’altra parte, se a interessarsi a lei è una testata del gruppo Mediaset, significa che il personaggio ha spessore, oltre che volume e circonferenza. Se a scendere in campo è addirittura il primo medium commerciale del nostro Paese, dev’essere una cosa seria. Vuoi che a Cologno Monzese si occupino di baggianate? Oddio, ripensandoci…
(A. Forni)

