Nu Braz, il sogno realizzato di Emmanuele Cucchi

Serata di bossa nova italo-brasiliana e contemporanea, quella andata in scena ieri a “LatinoAmericando Expo”. Sul palco della rassegna milanese dedicata alla cultura latinoamericana si è esibito l’enfant du pays Emmanuele Cucchi (foto) con il suo progetto “Nu Braz”. Il nome è mediato da quello di un famoso quartiere di São Paulo, storicamente popolato da immigrati italiani. Tra i componenti del collettivo, il maestro José Mascolo, pianista e arrangiatore di Toquinho e Fred Bongusto.
La scaletta del concerto, comprendente diciotto brani, è ruotata intorno a nuove versioni delle tracce originali contenute in “Sonho bossa”, album d’esordio pubblicato nel 2006. In aggiunta, riletture di classici come “Trem das onze” di Barbosa e tre nuove canzoni, che Cucchi includerà nel nuovo disco di Nu Braz. Una di esse è la sigla del programma “Acquarello show”, condotto da Luca Zaramella su Radio Classica.
In occasione del live a “LatinoAmericando Expo”, Nu Braz si è presentato in formazione semiacustica e allargata, quasi una big band forte di una dozzina di elementi in luogo del tradizionale quartetto o sestetto. Alla chitarra, Beppe Fornaroli. Il leader del progetto è cantante e musicista sin dall’infanzia. Come deejay e direttore artistico, è responsabile del successo di noti locali di Milano dove si fa musica dal vivo.
“Musibrasil” ha incontrato un soddisfatto Emmanuele Cucchi poche ore fa, al termine dell’esibizione, per scambiare con lui alcune rapide battute.
Cucchi, come italiano cosa prova nell’essere presente a una rassegna dedicata alla musica latinoamericana?
«È il mio “sogno bossa” che si avvera (sorride). Essere uno degli unici due artisti di casa nostra a suonare qui, insieme ad Antonella Ruggiero (sul palco il 29 giugno, ndr), mi riempie di orgoglio e soddisfazione. Così come il fatto di avere avuto grande appoggio e riscontro sia dal pubblico che da numerosi colleghi e musicisti brasiliani che lavorano in Italia, i quali mi onorano della loro amicizia».
Come ha preparato il concerto di questa sera?
«Ho lavorato, arrangiato, studiato e provato molto. Ho incluso anche un brano che ho appena scritto e registrato con l’ottimo percussionista brasiliano Ricardo Janoto e una versione dell’immortale “Como dizia o poeta” di Toquinho e VinÃcius de Moraes, realizzata in collaborazione con i Soulstance, cioè i fratelli Gianni ed Enzo Lo Greco. Quest’ultimo stasera ha incarnato anche la figura del “maestro di cerimonie”, del direttore d’orchestra. Ho la fortuna di poter lavorare con professionisti fantastici».
Quali sono i suoi progetti per l’immediato futuro?
«Mi sto concentrando sul nuovo album, in cui sarà più forte l’impronta autorale. Desidero sia più maturo e per questo sto dando molta importanza anche ai testi. Caratteristica principale del mio disco d’esordio era l’essere stato concepito di getto, istintivamente. Con “Sonho bossa” volevo trasferire su cd il mio bagaglio musicale, tutto il Brasile che avevo accumulato negli anni precedenti. C’erano versioni di brani che hanno significato molto per me, oltre a cose che mettevo quando lavoravo come deejay. Il nuovo lavoro sarà un passo avanti».
Emmanuele Cucchi è tra i musicisti che animano le notti dal vivo del “Matilda latin jazz bar”, situato all’interno della struttura del festival presso la praça Brasil. Dalla terrazza panoramica del locale, tra una caipirinha e una cerveja gelada, si può godere di una vista privilegiata sul palco principale dalla rassegna. Circostanza non disprezzabile, specie in serate di grande affollamento.
I prossimi appuntamenti di “LatinoAmericando Expo” dedicati alla musica brasiliana sono con Milton Nascimento & Jobim Trio (2 luglio), Sérgio Mendes (9) e Djavan (15). La rassegna è aperta ogni giorno dalle 18 alle 3 presso il Datchforum di Assago (MI), sino al 18 agosto.
Per informazioni e prevendita biglietti:
http://www.latinoamericando.it/
http://www.vivaticket.it/
tel. 899.666.805
(A. Forni)

