B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Musibrasil, sportello dell’”illegalità”

                                                

Il nostro portale “Musibrasil – Osservatorio Brasile” da oggi svolgerà una nuova funzione. Si occuperà dei cittadini brasiliani irregolarmente presenti in Italia, che delinquano o meno, o che magari svolgano attività che – con terminologia rigorosamente non giuridica – possiamo definire paralegali, come la prostituzione ed affini.

Non è questa la sede per esprimerci sulle caratteristiche del cosiddetto «pacchetto sicurezza» che lo scorso 21 maggio ha ottenuto il via libera da parte del Consiglio dei Ministri, anche perché gli articoli ivi apparsi possono subire modifiche nei futuri passaggi parlamentari.

Sentiamo però l’esigenza di ascoltare le storie drammatiche, o soltanto comiche, di quei cittadini, e riferirne a mo’ di testimonianza ai nostri lettori. E, nei limiti delle nostre possibilità, non saremo neppure parchi in fatto di consigli, o semplici manifestazioni di solidarietà.

Vorremmo poi stimolare il dibattito su un tema che ha coinvolto lo stesso presidente della Repubblica Luiz Inácio Lula da Silva, che in occasione del recente viaggio a Roma per il vertice Fao ha dichiarato: «Lavoro con la convinzione che questa persecuzione agli immigrati che sta avvenendo oggi in Europa – ed anche qui in Italia – che essa non coinvolga i brasiliani.

Ogni volta che qualcuno decidesse di perseguitare un brasiliano», ha aggiunto nell’intervista collettiva concessa nell’Ambasciata di Palazzo Pamphilj, «deve ricordare che il Brasile agisce con cuore di madre. Quel Paese ha ricevuto molto bene gli italiani, gli spagnoli, i portoghesi, i giapponesi, i cinesi, i coreani, i paraguayani, i boliviani, i tedeschi.

Ossia, noi non vogliamo niente di più, vogliamo solo che le persone ci trattino come noi abbiamo trattato loro, per tutta la vita. E così saremo sempre felici». Infine saremmo anche curiosi di sapere se il nuovo corso di maggior rigidità tanto declamato dalle autorità italiane – ad esempio in fatto di concessione della cittadinanza, o di ricongiungimenti familiari – sta effettivamente preoccupando la comunità brasileira nella Penisola, e gli stessi italiani che per i più svariati motivi ne sono a contatto.

(Francesco Giappichini).

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