Il grande rock carioca punta sull’Italia

Tutto pronto per la terza edizione di “Rock in Rio Lisboa“, una delle versioni europee della kermesse nata a Rio de janeiro nel 1985. L’evento riunirà per cinque serate, dal 30 maggio al 6 giugno, attrazioni locali, artisti di lingua spagnola, superstar anglofone come Lenny Kravitz, Amy Winehouse e i Metallica, nonché popolari nomi della música popular brasileira quali Ivete Sangalo e il gruppo Skank.
Al di là del clamore che la rassegna lusitana, abbastanza lontana da noi geograficamente, non mancherà di suscitare in patria, ciò che più interesserà i musicofili di casa nostra è la notizia che “Rock in Rio” vuole sbarcare in Italia, probabilmente nel 2011. Lo ha dichiarato ieri ad Agência Lusa la vice-direttrice del festival, Roberta Medina.
La 29enne figlia dell’organizzatore Roberto Medina ha aggiunto: «Nato in Brasile, “Rock in Rio” è ormai di casa in Portogallo e sta per debuttare in Spagna, a Madrid, dove saremo dal 27 giugno al 6 luglio. Il nostro obiettivo è quello di allargare ulteriormente il bacino di utenza. Per questo motivo torneremo a Rio solo nel 2014, in occasione dei Campionati mondiali di calcio organizzati in Brasile. Nel frattempo, sono già confermate altre due edizioni a Lisbona, nel 2010 e nel 2012».
Per quanto riguarda il nostro Paese, Medina ha affermato che vi sono piani molto concreti per la realizzazione di un appuntamento nel 2011, «in quanto l’Italia è una nazione latina, solare, piena di allegria e possiede un mercato discografico importante, almeno quanto quello spagnolo». Pur prendendo con le molle dichiarazioni a effetto e definizioni iperboliche, sembra che la volontà di portare anche da noi “Rock in Rio” sia reale e confermata.
Ovviamente, oltre alla collocazione geografica e alla scelta dell’epoca, presumibilmente estiva, sarà tutta da decidere l’impostazione da dare al cartellone. L’auspicio, visti i natali della manifestazione e la direzione verdeoro, è che abbondino i nomi brasiliani. Una speranza, tuttavia, che probabilmente rimarrà tale. Gli artisti presenti, tra quelli a noi più cari, saranno al massimo tre o quattro, come da tradizione.
“Rock in Rio” (lo dice il nome stesso) è storicamente un festival dedicato a suoni più aggressivi rispetto a quelli dolci e armoniosi della mpb. Da subito, poi, la kermesse si è imposta all’attenzione generale per la dichiarata vocazione internazionale. Ciò che voleva il pubblico brasiliano della metà degli anni 80, stanco della tirannia nazionalista e affamato di “sesso, droga e rock & roll”, ancor oggi dà una spiccata connotazione alla manifestazione.
A volte, addirittura, la presenza sul palco di star brasiliane è stata accolta con fastidio dal pubblico di “Rock in Rio”, soprattutto in Brasile. Molti ricordano la notte del 14 gennaio 2001, quando Carlinhos Brown rischiò più volte di dover abbandonare la scena della Cidade do rock, a causa di una pioggia di bottiglie e altri oggetti contundenti lanciati contro di lui da migliaia di scatenati rockettari carioca, arrivati per acclamare i Guns n’ Roses.
(A. Forni)

