B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

In dvd la “Merica” degli italo-brasiliani

Distribuito da “Carta - cantieri sociali”, esce oggi in dvd “Merica” (nella foto, la locandina), film-documentario diretto da Federico Ferrone, Michele Manzolini e Francesco Ragazzi.

Narra il viaggio di ritorno di alcuni discendenti di nostri emigranti in Brasile in un’Italia che non li accetta e li guarda con fastidio, considerandoli unicamente extracomunitari.

L’opera, prodotta lo scorso anno da “Mithril production”, ha partecipato a rassegne quali “Sulmona cinema”, “Tekfestival” e “Festival del cinema africano, asiatico e latinoamericano”, aggiudicandosi il primo premio dello “Jonio educational film festival” e il premio del pubblico al “Terra di tutti film festival” di Bologna.

Tra gli extra, è compreso anche il primo lavoro di Ferrone e Ragazzi “Banliyo - Banlieue”, un viaggio di trenta minuti nella difficile periferia di Parigi, premiato all’interno della sezione “Cinemavvenire” della Mostra del cinema di Venezia, nel 2004.

A illustrare sinteticamente il significato e i temi di “Merica”, disponibile al prezzo di 10 euro, è lo stesso sito di “Carta - cantieri sociali”:

«Sogni di Migranti

Due mondi allo specchio, Brasile e Veneto. Gli eredi di coloro che approdano nelle spiagge sudamericane sfuggendo alla fame delle campagne venete nei primi anni del secolo, oggi cercano le radici nel nostro paese, portando con sé speranze e illusioni. Ma lo scontro con una realtà ostile e piena di pregiudizi, fa crollare quel legame tra generazioni e tra terre lontane.

Attraverso una splendida fotografia, nel documentario dei tre giovani registi Federico Ferrone, Michele Manzolini e Francesco Ragazzi, si ripercorrono incroci e legami familiari tra questi paesi, si contemplano le idiozie e i paradossi di un Veneto ricco e discriminatorio, con uno sguardo anche a chi, nel frattempo cerca delle soluzioni di convivenza e socialità.

Il ritmo delle immagini e delle storie, aiutato dalla vivace colonna sonora dei Terrakota, riesce a non diluire d’intensità e realtà i protagonisti, lasciando tempo anche a qualche amaro sorriso».

(A. Forni)

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