La grinta di Lili Rocha
Tra gli artisti brasiliani che hanno incrociato il loro destino artistico con il Belpaese, Lili Rocha può considerarsi fortunata: avvantaggiata da una localizzazione strategica (vive tra Svizzera e Brasile) e da una produzione-distribuzione di qualità ha già vinto due dischi d’oro, il primo per l’album “Me deixa sonhar”, pubblicato in Italia nel 2002 con oltre 80mila copie vendute, il secondo per “Recomeçar” che ne ha vendute metà ma ottenendo un certo successo anche in Brasile.
In questi mesi, accompagnata da Luca Meneghello e Luciano Ninzatti (chitarra) e Marquinho Baboo Bacchereti (percussioni), la cantautrice di Porto Seguro (Bahia) sta portando in Italia un set acustico di presentazione del suo terzo cd “Amuleto”, uscito il mese scorso su etichetta Rtr e distribuito da Warner Music Italia. Sabato sera è approdata al “King” di Grandate (Co) per un veloce toccata e fuga.
Disincentivata dalla tradizionale irrilevanza del pubblico comasco, da un’amplificazione disastrosa oltre che da una serata metereologicamente avversa, Lili ha offerto soltanto un assaggio del suo mix di sonorità jazz, rock, funk e bossa che le ha consentito di arrivare a un pubblico più eterogeneo di quello di stretta osservanza brasileira. Ma nonostante la scarsa generosità della sua esibizione ha mostrato grinta e passionalità autentiche che riflettono l’autenticità del suo sembiante artistico.
Riuscirà la volitiva baiana nell’impresa di bissare il successo di “Arrisca”, primo nella classifica iTunes dei singoli più scaricati nell’autunno 2006 e tra i primi 100 nella classifica Nielsen dei downloads in Italia nello stesso anno? “Yemanjá”, brano guida del suo ultimo cd in versione italobrasileira sembra essere stato costruito su misura per il pubblico generalista delle radio. (Moreno Bigiafari)


