B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Il sacrificio di Marina Silva

                                              

Per oggi avevamo in programma l’approfondimento del caso della piccola Isabella Nardoni, una bambina di 5 anni la cui brutale uccisione ha sconvolto il Brasile intero. Più di quanto il cosiddetto «caso Cogne» abbia fatto in Italia qualche anno fa. Anzi, senza timore di sbagliarci affermiamo che nel Paese sudamericano esiste ormai un prima e un dopo il «caso Isabella», spartiacque mediatico del terzo millennio.

Sono però nel frattempo intervenute le improvvise dimissioni del ministro dell’Ambiente Marina Silva, non solo una figura di spicco del Governo Lula, ma vera e propria eroina dell’ambientalismo mondiale. Così lasciamo al servizio su “Panorama” La nuova Cogne che ha ipnotizzato il Brasile, a firma di Maria Zuppello, il racconto della citata vicenda di cronaca, e ci addentriamo nei meandri della politica.

Ebbene, partiamo dall’epilogo della vicenda: il presidente Luis Inácio Lula da Silva ha in tempi record nominato come sostituto l’assessore all’ambiente dello Stato di Rio de Janeiro Carlos Minc. Chi voglia un ritratto più preciso sull’ambientalista, ex guerrigliero e co-fondatore del Partito Verde, può leggere l’articolo che riportiamo in basso, redatto dall’agenzia Apcom.

Qui basta solo dire che è noto non solo per le profonde convinzioni ecologiste, ma anche per l’idiosincrasia verso la burocrazia e le inutili lungaggini della macchina amministrativa. Noi preferiamo invece indicare i 5 conflitti, anche personali, che hanno condotto la Silva ad abbandonare l’esecutivo.

Il primo è quello col deputato socialista Ciro Gomes – che studia da presidente della Repubblica – per l’annosa questione della deviazione del fiume São Francisco. Ed è superfluo specificare le posizioni dell’uno e dell’altra. Il secondo l’ha vista invece contrapposta al ministro dell’Agricoltura Reinhold Stephanes, per aver questi ventilato la possibilità d’estendere la coltura della canna da zucchero a fini energetici, anche nelle regioni degradate dell’Amazzonia.

Si è poi scontrata col governatore del Mato Grosso Blairo Maggi, il più grande produttore mondiale di soia: un istituto ministeriale ha dato l’allarme sulle megadeforestazioni che subirebbe quello Stato, ed il magnate ha reagito, contestando duramente i dati.

Segnaliamo poi il duello tra la paladina dell’Amazzonia e il potente ministro Dilma Roussef, relativamente alla sostenibilità della centrale idroelettrica sul Rio Madeira; ed è inutile, anche in questo caso, precisare chi tra le due lady di ferro ne adducesse l’insostenibilità.

Ma soprattutto la Silva non ha accettato che Lula abbia indicato – qual coordinatore del Piano amazzonia sostenibile (Pas) – anziché lei, il ministro per gli Affari strategici Roberto Mangabeira Unger. Così l’accenno di quest’ultimo alla possibilità di coltivare biocombustibili in Amazzonia, è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Morale della favola? Per usare le pregnanti parole di Marina Forti del Manifesto «nel governo Lula l’imperativo della crescita economica ha la priorità su tutto». 

«Brasile/ Rimpasto record: Carlos Minc nuovo ministro Ambiente

Ex-guerrigliero, fondò il Partito Verde Carlos Minc è il nuovo ministro dell’Ambiente brasiliano. A meno di ventiquattro ore dalle dimissioni di Marina Silva il presidente della Repubblica Luiz Inacio Lula da Silva ha nominato oggi il fondatore del Partito Verde nuovo titolare del delicato ministero.

Rimpasto, dunque, risoldo a tempo di record: Lula mette la parola fine alla crisi piovuta ieri a sorpresa sul governo. Cinquantasei anni, fino a oggi Segretario per l’Ambiente dello Stato di Rio de Janeiro, Carlos Minc è stato un oppositore durante gli anni della dittatura militare, guerrigliero, arrestato e poi esiliato, ha alle spalle una lunga vicenda politica.

Conosciuto per le sue battaglie in favore dell’ambiente (da alcuni giudicate “fondamentaliste”), il nuovo ministro è noto anche per azioni spettacolari, come quando riempì di scarafaggi i tubi di scappamento di autobus a Rio per alzare l’attenzione sull’inquinamento.

Professore di geografia, master in economia a Parigi, fondatore del Partito Verde e poi nelle fila del Partito dei Lavoratori, Minc assume il ministero dell’ambiente in un momento delicato. Oneroso, inoltre, il compito di sostituire Marina Silva, figura che negli ultimi cinque anni ha simboleggiato, non solo in Brasile ma anche all’estero, la battaglia per la difesa della foresta Amazzonica.

Secondo osservatori la scelta di Minc sarebbe stata suggerita a Lula dal Governatore di Rio Sergio Cabral per il profilo “pragmatico” del neo-ministro. Minc ha legato il suo nome, infatti, alla semplificazione del sistema burocratico in materia ambientale. Secondo altri, tuttavia, l’eredità lasciatagli da Marina Silva non sarà facile, poiché Minc non è giudicato un esperto di questioni legate all’Amazzonia».

(Francesco Giappichini).

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