B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

A Rio, una lezione di truffa all’italiana

Oltre che per il leggendario jeitinho, cioè per la capacità di aggirare intoppi burocratici e superare difficoltà pratiche, i brasiliani sono famosi per la scaltrezza con cui si ritiene fiutino i tranelli. Alcuni clienti carioca della banca Hsbc, invece, si facevano bellamente raggirare da un aggeggio, noto dalle nostre parti, applicato a un bancomat dell’istituto di credito a Copacabana.

Il dispositivo, appartenente alla categoria degli skimmer, copiava i numeri e clonava i “pin” di tutte le tessere utilizzate allo sportello automatico. Dati che alcuni truffatori usavano successivamente per prelevare contante, ovviamente a insaputa dei legittimi titolari. A scoprire tutto è stato un italiano.

Domenica 4 maggio, Paolo Spada (nella foto, con il corpo del reato) si trovava a Rio de janeiro, in visita alla spiaggia più famosa del mondo. Inserendo la propria carta di credito presso il bancomat in questione, veniva insospettito dal fatto che il lettore ottico sembrava non essere perfettamente fissato al corpo del distributore automatico. Decideva allora di avvisare la polizia che, giunta sul posto, constatava l’effettiva manomissione del sistema.

«Marchingegni simili vengono utilizzati in Italia da almeno cinque anni - ha dichiarato Spada, presentando denuncia alla 12ª delegacía - in particolare nei periodi di grande affluenza agli sportelli, quando la gente è meno attenta. Ad esempio, nelle settimane che precedono il Natale». In Brasile, questo tipo di truffa elettronica, perpetrata grazie a dispositivi applicati fisicamente, è una pratica relativamente recente.

Più comuni sono i raggiri attraverso la rete web, dominata a livello mondiale da hackers e crackers brasiliani. Diffuso è ancora il “sequestro-lampo”: con la forza si carica in macchina un malcapitato utilizzatore di bancomat e, pistola alla tempia, lo si costringe ad effettuare prelievi in vari punti della città fino ad esaurimento del credito. Poi lo si abbandona in mezzo alla strada.

Ma quella scoperta dal nostro Spada è una trovata di cui molti non conoscevano l’esistenza. Tant’è che persino il prestigioso quotidiano “O Globo” ieri ha pensato di dedicare un trafiletto alla notizia.

Chissà se anche chi aveva applicato il congegno si era avvalso della consulenza di un italiano?

(A. Forni)

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