B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Gabeira, un brasiliano libertario

                               

Non basta l’articolo d’un blog per tratteggiare la figura di Fernando Gabeira (nella foto in alto), l’unico politico brasiliano vivente che può vantare una biografia non meno interessante di quella del presidente Luiz Inàcio Lula da Silva. Tuttavia ci proviamo, limitandoci ad offrire qualche spunto, che i lettori più appassionati potranno poi approfondire.

Ma andiamo con ordine: nel 1968, a ventisette anni, abbandona la carriera giornalistica e si dà alla lotta armata, alla guerriglia contro la dittatura militare. Sino all’apoteosi dell’anno seguente, quando partecipa al sequestro dell’ambasciatore statunitense in Brasile Charles Elbrick.

Riuscirà a cavarsela, e ricostruirà la drammatica vicenda nel libro “O que é isso, companheiro?”, da cui Bruno Barreto trasse il film “Quattro giorni a settembre”. Passò quindi ben 9 anni in esilio, per far ritorno solo in seguito all’amnistia del 1979. Durante il periodo passato all’estero non soltanto rinnegò la lotta armata, ma si avvicinò a tematiche eccessivamente avanzate per l’epoca, come la liberalizzazione delle droghe leggere, la legalizzazione della prostituzione, l’ecologia, la non violenza teorizzata da Gandhi, le libertà individuali, il femminismo, l’antirazzismo, l’omosessualità.

(Senza ipocrisia ha sempre dichiarato che ove non è proibito, come ad Amsterdam è sempre pronto a farsi due tiri, ndr). Cominciò così battaglie polemiche, impopolari, libertarie, spesso volte ad infrangere i tabù dell’epoca; e lo fece senza l’appoggio degli antichi compagni della sinistra, che consideravano tutto ciò mere questioni alienanti.

Nella prima metà degli anni ottanta c’è il suo forte avvicinamento a Lula ed al mondo del Pt, da cui ben presto prese però le distanze per dedicarsi alla fondazione del Partito verde, convinto tra l’altro dell’inefficacia del ruolo dello stato come imprenditore. (Non fu, in pratica, un nemico delle privatizzazioni, e la sinistra non seppe perdonarglielo, ndr).

Il resto è cronaca, legata sopra tutto alla battaglia per l’etica nella politica, ed alle polemiche col senatore evangelico Marcelo Crivella: quando questi lo accusa di preoccuparsi troppo di aborto e rapporti uomo-uomo, gli risponderà - con allusione alla dengue - di essere invece preoccupato per quelli zanzara-uomo.

Giova infine ricordare la sua battaglia contro l’estradizione di Cesare Battisti, attualmente detenuto nel carcere federale di Brasìlia, in seguito ad un surreale arresto sulla spiaggia di Copacabana. Altro da aggiungere? Un uomo di grandi qualità morali, sopra le righe, sensibile, intelligente, eccentrico, favorevole alla globalizzazione, il deputato verde Gabeira, conosciuto dai giovani soprattutto perchè autore del libro “A maconha” (in italiano “La marijuana”), e di un blog di grande successo.

(Francesco Giappichini).

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