B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

L’italica blogosfera che pensa al Brasile

                                             

Osservando la blogosfera italiana che si occupa del Brasile, ci siamo imbattuti su tre interessanti siti che andiamo sinteticamente ad indicare. Il primo è Terra Brasilis, che l’autrice definisce un «blog in italiano con notizie e commenti sul Brasile, la sua cultura e la sua lingua: il portoghese».

Di sé simpaticamente scrive: «Mi chiamo Raquel e sono brasilianissima, nata nel gennaio di 1963, dunque di capricorno e tigre. Il blog è nato perché ero un po’ stanca di dover spiegare che qui non si parla lo spagnolo». L’operazione di Raquel – a mio modo di vedere – è decisamente riuscita, e questo diario on-line, pieno di belle foto, curiosità e splendide poesie, si lascia felicemente leggere.

Segnaliamo poi il blog Jacopo in Brasile, che il gestore così sottotitola: «Dopo dieci mesi in Brasile a Salvador de Bahia ecco riflessioni, spunti e consigli a 360 gradi su questo grande e meraviglioso paese». Il surfer pieno di saudade non dovrebbe, secondo me, trascurarlo, se non altro per l’immediatezza con cui è capace d’immergervi nella realtà locale: non c’è tormentone musicale o fenomeno di costume che non venga approfonditamente analizzato.

Infine vi invitiamo a leggervi il diario Brasil, meu amor, ove l’autrice Sandra Biondo, ritornata da 5 anni in Italia, scrive: «Ci ho passato quasi 11 anni. Ogni tanto ci ritorno. Voglia di parlarne, sempre. Brasil, meu amor». Come suggerisce il sottotitolo, si tratta di un blog molto personale, in cui chi lo gestisce ricorda gli anni passati a Recife, e descrive sia il rapporto con la saudade, sia con la propria attività lavorativa, intimamente legata al Paese sudamericano.

La Biondo - che si descrive in questi termini: «Traduco libri, correggo dizionari, compilo dichiarazioni dei redditi, insegno italiano agli stranieri e portoghese agli italiani. Ciò mi permette di sopravvivere e di condurre un’esistenza quasi normale» - oltre ad una battaglia forse inutile contro gli stereotipi del Brasile, non ci risparmia racconti poetici e profondi.

A piacermi di più è quello intitolato «La signora D.P.», che qui sotto riporto.

«Fra i contribuenti che questa mattina sono venuti a fare la dichiarazione dei redditi da me c’era anche la signora D.P. La signora D.P. ha un figlio adottivo di 21 anni, grave disabile mentale, M., brasiliano di Salvador (Bahia). Abbiamo parlato della bellezza del Brasile, di com’era la spiaggia di Porto de Galinhas una quindicina d’anni fa… dalle sue parole traspariva un grande amore per il “nostro paese d’adozione” (in fin dei conti lo è per entrambe, sebbene in un senso diverso).

A un certo punto, saputo che avevo abitato a Recife, mi ha raccontato di avere un’altra figlia brasiliana di Recife, 23enne, che se n’è andata di casa a 17 anni nel più totale rifiuto della famiglia adottiva. Oggi ha un bambino di 6 mesi che i nonni non hanno mai visto. Con discrezione, le ho chiesto se sapevano della disabilità di M. quando lo hanno adottato.

“No, siamo andati a prenderlo che aveva solo 3 mesi. Del suo problema ce ne siamo accorti a 14 anni”. In quel momento ho pensato “mannaggia, ma che sfortuna!”. Però, colpita da non so bene quale ispirazione, l’ho guardata con un sorriso e le ho detto: “Che bambino fortunato ad aver trovato dei genitori come voi!”.

Le si sono riempiti gli occhi di lacrime e mi ha stretto la mano fra le sue. Questo post è dedicato alla signora D.P., ai suoi amatissimi figli brasiliani e a tutti i genitori (naturali e adottivi) i cui figli non hanno saputo, potuto o voluto realizzare i sogni che mamma e papà avevano su di loro».

(Francesco Giappichini).

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