B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

L’anno del Brasile borghese

                                           

La notizia, sui media internazionali, è passata in certa misura inosservata; forse perchè non vi è l’abitudine alla suddivisione per classi, comunissima invece in Brasile, sia nel linguaggio comune, sia nei mezzi d’informazione, sia all’interno delle dotte prolusioni di sociologi, politici ed economisti.

Suddivisione che alle orecchie europee apparirà, nel migliore dei casi, una cosa di pessimo gusto, ma che nel Paese sudamericano rappresenta invece un parametro comunemente utilizzato nei più svariati campi. Ma veniamo al punto: secondo la ricerca “O observador Brasil 2008″, condotta dall’istitito di statistica Ipsos public affairs e dalla società finanziaria francese Cetelem, nel 2007 il quarantasei per cento dei brasiliani - oltre ottantasei milioni di persone - è stato classificato come facente parte della cosiddetta classe medio-bassa, sinteticamente chiamata C.

A nostro parere il dato rivela un fenomeno semplicemente straordinario: tra il 2006 ed il 2007, ben dodici milioni di persone hanno vissuto il classico fenomeno dell’ascesa sociale, abbandonando le classi più “basse”, la D e la E, ed entrando a far parte dell’agognata - da parte di molti - classe C (che conta ora quasi venti milioni di cittadini).

La scalata è dovuta soprattutto al miglioramento del reddito, ma hanno contribuito anche l’aumento patrimoniale ed il più alto livello di scolarizzazione, gli altri due parametri che i ricercatori usano per quetsa ripartizione in classi. Piuttosto concordi, gli osservatori politici, nell’indicarne le cause: miglior accesso al credito, calo dei prezzi dei beni durevoli, ed aumento dell’occupazione.

I più accesi sostenitori del presidente Luiz Inàcio Lula da Silva hanno invero indicato anche i programmi sociali, che tuttavia non dovrebbero essere specificamente finalizzati ad una ascesa sociale come questa, di tipo meramente individuale. Non è infine mancato chi, non senza fondamemento, ha fatto notare un altro aspetto della ricerca, passato per lo più in secondo piano: tra il 2006 ed il 2007, quasi 5 milioni di persone sono scese dalle classi privilegiate (A e B), per andare anche loro ad ingrossare le fila della classa medio-bassa.

(Francesco Giappichini).

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