Se fosse Ciro il nuovo presidente?
Sarà il socialista Ciro Ferreira Gomes (nella foto in alto) il nuovo presidente del Brasile? Secondo molti analisti, ma soprattutto a leggere i risultati degli ultimi sondaggi, non ci sarebbero dubbi. Pare infatti faticare più del previsto ad entrare in sintonia con l’elettorato, l’attuale ministro della Casa civile Dilma Roussef, candidata del cuore del presidente Luiz Inácio Lula da Silva.
L’ex guerrigliera che combattè contro la dittatura (all’epoca dei militari fu incarcerata e subì torture, ndr) non riesce a far breccia tra i cittadini, tanto che nei sondaggi è sempre superata dal ministro del Turismo Marta Suplicy, anche lei del Partido dos trabalhadores, ma su cui la formazione di Lula non intende affatto puntare.
In testa, tra gli appartenenti alla maggioranza di governo, figura sempre Ciro (pochi invero lo conoscono per Gomes, il suo cognome), ex sindaco di Fortaleza, ex governatore del Cearà, ed ex ministro sia nel governo del moderato Itamar Franco, che in quello del petista Lula.
Le varie inchieste elettorali, a dire il vero, pongono in testa a tutti il socialdemocratico Josè Serra, già avversario di Lula alle presidenziali del 2002, ma secondo la maggior parte degli osservatori l’unione di tutte le forze variamente progressiste dovrebbe - al secondo turno - decretare la vittoria del candidato del centro-sinistra.
Ancora l’ottobre del 2010, quando saranno celebrate le presidenziali, è lontanissimo, tuttavia il deputato cearense pare avere molte più chance rispetto alle tornate elettorali del 1998 e del 2002. (In quelle elezioni presidenziali giunse, rispettivamente, terzo e quarto, ndr).
Dalla sua parte un certo carisma, i buoni risultati ottenuti come amministratore in quella che è conosciuta come la modernizzazione del Cearà, ed una visibilità che va oltre il semplice scenario politico. La sua fama, infatti, non è certo inferiore a quella dell’attuale moglie, l’attrice di novela Patrícia Pillar, e a quella della prima consorte, la combattiva senatrice Patrícia Saboya Gomes; suo fratello Cid Gomes si sta disimpegnando, come governatore del Cearà, in modo soddisfacente, e la figlia Lívia Saboya Gomes, poco più che ventenne, ha già posato per una rivista per soli uomini.
Tra i punti di debolezza si suole segnalare la sua poco diplomatica irruenza verbale; i giornali in genere richiamano il litigio assolutamente sopra le righe con l’attrice Letícia Sabatella, acerrima militante contro la deviazione del fiume São Francisco, ma gli episodi del genere sono molti, ed anche i suoi aficionado li conoscono.
Forse potrebbe danneggiarlo di più la provenienza da una delle famiglie più “tradizionali” dello stremato sertão cearense, solo di recente rivitalizzato, quindi potrebbero non essere infondate eventuali accuse di coronelismo. Infine una curiosità: assunse il dicastero dell’Economia, nel 1994, per sostituire il dimissionario Rubens Ricupero, bruciato dal famoso fuorionda televisivo in cui questi manifestava, all’intervistatore, delle preoccupazioni sulla riforma monetaria dell’epoca.
(Francesco Giappichini).

