Voto in Brasile, sciopero e polemiche
Le operazioni di voto dei nostri connazionali all’estero continuano tre le più disparate polemiche e difficoltà, come può leggersi nell’articolo dal titolo «Elezioni 2008. L’Italia che vota e l’Italia che vola» , pubblicato sul portale “News Italia press”. Le notizie più preoccupanti ci giungono proprio dal Brasile, ove la locale Ambasciata ha invitato alla consegna personale (brevi manu), dei plichi elettorali, a causa dello sciopero delle Poste verdeoro.
Le schede col voto espresso devono infatti giungere al consolato di riferimento entro le ore sedici locali del 10 aprile, pena la nullità del voto, e si teme che l’uso del servizio di corrispondenza non assicuri il rispetto del termine. Il senatore del Partito democratico Edoardo Pollastri ha presentato un esposto indirizzato a Romano Prodi, Giuliano Amato, e Massimo D’Alema, per sensibilizzare il Governo italiano sulla questione.
Sulla sponda opposta ha lanciato l’allarme l’onorevole Marco Zacchera, responsabile esteri An-Pdl: «In Brasile c’è tuttora uno sciopero delle Poste e quindi i plichi non si sa se e quando arriveranno e proprio ieri con Danieli stavamo valutando la richiesta bipartisan di posticipare i termini per la consegna dei plichi per evitare il rischio di tagliar fuori quasi 200mila elettori dalla possibilità di votare».
In attesa di osservare l’evoluzione della paradossale situazione, consigliamo di assistere ad un video ove un italiano che vive in Brasile spiega, nei minimi dettagli, il funzionamento del voto per chi risiede all’estero. È reperibile all’interno dell’articolo «Votando con le mollette al naso», tratto dal blog «La vita di Zara e Francesco, A nossa vida».
Nel presentare il proprio video, il titolare del blog ed autore del pezzo, con amarezza scrive: «Io ieri ho ricevuto le schede elettorali ed ho votato. Con le mollette al naso ed il sacchetto per il vomito che danno negli aerei, ma ho votato. Di seguito il filmato che ho realizzato per mostrare come funziona il voto per noi italiani all’estero».
(Francesco Giappichini).

