Crolla il Cristo Redentore, Brasile sotto shock

Rilanciata dalle agenzie di stampa quando in Italia erano da poco passate le due di notte, sta rapidamente facendo il giro del mondo la notizia del crollo, avvenuto qualche ora fa a Rio de janeiro, della statua del Redentore (nella foto Ansa, un elicottero della Fab sorvola il Corcovado, avvolto da una cappa di polvere). Al momento del disastro, in Brasile erano circa le 21 e il Cristo era chiuso al pubblico. La circostanza ha evitato che la tragedia assumesse contorni ancor più drammatici.
Solo il custode dell’opera, la cui postazione si trovava all’interno del perimetro d’accesso al monumento, sarebbe rimasto vittima della sciagura. Incalcolabile, in ogni caso, il danno al patrimonio artistico e storico del Brasile, Paese di cui il Cristo Redentore era forse il simbolo più conosciuto. Recentemente, la statua era entrata a far parte delle “Sette nuove meraviglie del pianeta”, grazie al voto popolare di milioni di internauti.
Mário Truta dos Santos, 55enne responsabile della sicurezza notturna, è stato sorpreso mentre cercava di dare l’allarme, insospettito dai primi cedimenti dell’imponente scultura. «Vai dar merda, o negócio vai cair» sono state le sue ultime parole, registrate dal centralino della Polizia civile di Cosme Velho, con cui lo sfortunato funzionario stava comunicando qualche attimo prima che un fragoroso boato interrompesse la telefonata. L’uomo risulta tuttora disperso e sono flebili le speranze di trovarlo in vita sotto le macerie.
Già in atto, purtroppo, episodi di sciacallaggio, contro i quali stanno intervenendo le forze dell’ordine. Oltre a iniziative deprecabili, come l’appropriazione indebita di pietre e frantumi di granito da conservare come souvenir del Cristo, si segnalano furti e saccheggi. Approfittando della concitazione creatasi dopo l’arrivo delle prime squadre di soccorso, ignoti hanno sottratto derrate alimentari destinate a un istituto della favela Parque da maré, immagazzinate presso un vicino deposito. Si è trattato per lo più di casse contenenti tetrapack di baccalà essiccato, vasetti di sardine sott’olio e altro scatolame.
L’incidente potrebbe essere stato causato da un’implosione spontanea, ma per ora non si esclude alcuna ipotesi sulle ragioni del crollo. Lo scorso 9 febbraio, nel corso di un violento temporale, un fulmine aveva colpito la statua (leggi qui) ed erano ancora in svolgimento accertamenti su eventuali danni provocati alla sua struttura. Probabile quindi la fatalità, mentre pare meno plausibile l’azione terroristica, non ostante l’immediata rivendicazione dell’«attentato» da parte di una sedicente «cellula Piranha» composta da animalisti locali.
Alle quattro italiane, con una telefonata anonima al quotidiano “O dia”, il gruppo si è assunto la paternità dell’atto «volto a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle sorti della balena australe». Parecchi, in effetti, i casi di cetacei della specie arenatisi lungo il litorale carioca nelle ultime settimane, senza essere soccorsi dalle autorità sanitarie. In alcune circostanze, le loro carcasse abbandonate erano state oggetto di mutilazioni. Tranci dei mammiferi erano persino apparsi presso alcuni chioschi di Barra da Tijuca, venduti da ambulanti senza scrupoli sotto forma di spiedini di mare da asporto.
La sovrintendente alle Belle arti del comune di Rio de janeiro, Alice Garoupa Guimarães si è detta «costernata per quanto accaduto. Sono senza parole e fatico a respirare, quasi avessi le branchie». Preta Gil, figlia del ministro della cultura Gilberto Gil, ha lanciato la proposta di una raccolta fondi, attraverso uno show benefico sulla spiaggia di Copacabana, auspicando la successiva creazione di una «rete internazionale di solidarietà, in cui non restino impigliati tonni e sgombri ma aiuti concreti per la ricostruzione». In favore dell’iniziativa si sono già pronunciati altri filho de peixe come Moreno Veloso, Jair Oliveira e Maria Rita.
Da Brasília, il presidente Luíz Inácio Lula da Silva non ha invece abboccato, dichiarando: «Se pesco chi, tra i cefali di Musibrasil, ha messo in giro questo Pesce d’Aprile, lo faccio cacciare».
Con un sorriso, buon 1º aprile dalla redazione e lunga vita alla statua del Cristo Redentore, che nel 2008 compie 77 anni. Rimanendo saldamente in piedi.
(A. Forni)

