Lula a Bush, «il Brasile può aiutarvi»
«Ho passato trenta anni della mia vita criticando il ministro Delfim Netto e parlando male del Fondo monetario internazionale. Oggi mi è venuta la borsite, per quante fascine ho caricato contro l’Fmi. Quando ho saputo che non siamo più debitori mi sono detto: d’infarto non morirò.
Gli ho telefonato: “Il problema è questo, figlio mio, abbiamo passato ventisei anni senza crescere. E ora che stiamo crescendo ci venite ad ostacolare, cavolo? Risolvi la crisi. Fai un Programma di ristrutturazione. Se vuoi il Brasile può aiutarvi”. E’ vero che ho molta fortuna.
L’ho avuta quando ho perso tre elezioni, e l’ho avuta quando ne ho vinte due». E’ quanto il presidente della Repubblica Luiz Inácio Lula da Silva (nella foto in alto) ha recentemente dichiarato a Recife, durante un incontro tra imprenditori brasiliani e messicani. Queste parole fanno il paio con quanto dichiarato il 26 marzo a Los Angeles dal candidato repubblicano alla presidenza statunitense, John McCain: «C’è la grande forza collettiva dell’Unione europea, e ci sono grandi nazioni come l’India, il Giappone, l’Australia, il Brasile, la Corea del Sud, il Sud Africa, la Turchia e Israele, per citare soltanto alcune delle democrazie più importanti.
[…] Dobbiamo fare in modo che il G8 torni ad essere un club di democrazie del libero mercato: bisogna includervi il Brasile e l’India ed escludervi la Russia». Per completare il quadro ricordiamo che il governo-Lula sta battendo tutti i propri record di popolarità. O meglio: era dal lontano marzo del 2003 – ma si converrà che erano altri tempi, e si viveva la fase delle luna di miele elettorale – che l’indice di approvazione per l’Esecutivo in carica non volava tanto in alto.
E gli effetti del miracolo cominciano già a farsi vedere: addirittura il quarantasei per cento dei brasiliani, di certo un altro record, fa oggi parte della classe media. Si stima, infatti, che a partire dal 2005 ben venti milioni di persone abbiano lasciato le cosiddette classi D ed E, per ascendere alla classe C, che potremmo definire come “medio-bassa”.
La ricetta lulista? Impedire qualsiasi misura che possa comportare la diminuzione del potere d’acquisto dei cittadini, affinché possa consolidarsi una nuova classe media capace di conseguire beni e prodotti, prima soltanto immaginati.
(Francesco Giappichini).

