Prigionieri del Brasile

Prigionieri del silenzio. E’ il nome di una neonata associazione (nella foto in alto il logo) volta a sensibilizzare e promuovere iniziative sul tema della difesa dei diritti civili dei detenuti italiani all’estero, una cinquantina dei quali rinchiusi in Brasile. Katia Anedda ed Erika Righi, rispettivamente presidente e vicepresidente, sono state intervistate all’interno della trasmissione Rai Uno Mattina, dal Tg3, ma soprattutto hanno partecipato al programma di Repubblica Tv, ove veniva presentato il documentario “Prigionieri”, a cura di Marco Mathieu.
L’eccellente filmato del giornalista di “Repubblica” – con un importante passato di bassista in una punk band – è esclusivamente dedicato alla situazione brasiliana, ed è stato girato nel penitenziario carioca di Bangu ed in quello d’Alcaçuz, (in Rio Grande do Norte, non lontano da Natal, ndr).
Dalla trasferta in Brasile è stato ricavato anche un servizio pubblicato sul quotidiano “Repubblica” (I prigionieri lontani), e l’interessante videoreportage efficacemente intitolato Presos, che ha trovato ampio spazio sull’inserto “D la Repubblica delle Donne”. (E’ reperibile in Rete anche nel formato senza foto, per una più agevole lettura).
Di queste vicende ci stiamo occupando puntualmente da tempo, grazie anche alla collaborazione con Giuliana Giovene (anche lei intervistata da Mathieu): la moglie di Giuseppe Ammirabile (coinvolto nella discutibile Operazione Corona e detenuto nel carcere federale di Campo Grande, ndr) ci aggiorna della situazione processuale del marito e delle difficoltà legate alla preparazione del secondo grado di giudizio.
Di fronte a queste storie drammatiche e spesso dimenticate è a nostro parere indispensabile la tempestiva entrata in vigore del trattato che consentirà ai nostri connazionali condannati in Brasile di scontare la pena nel proprio paese. Secondo l’ambasciatore italiano a Brasília Michele Valensise dovremmo ormai essere in dirittura d’arrivo: «L’accordo è pronto, mancano solo le firme.
Sarà uno strumento importante, di cui potranno beneficiare i cittadini italiani condannati in via definitiva in Brasile».
(Francesco Giappichini).

