Vuoi sposare un miliardario? Vai a Balsas
Qualche giorno fa il leader del Partito del popolo delle libertà Silvio Berlusconi ha consigliato alla 24enne studentessa-precaria Perla Pavoncello di sposare – al fine di evitare futuri ed eventuali problemi finanziari in famiglia – un miliardario. Così a beneficio dei nostri lettori precari ed appassionati del Brasile e della sua gente, abbiamo pensato di dare qualche indicazione per conseguire con relativa facilità l’agognato obiettivo di sposare un brasiliano (o una brasiliana) miliardario.
Prima premessa, per chi magari è ancora convinto che in Brasile ci s’imbatta solo in favela, miseria e menino de rua: di ricchi veri ce ne sono tanti, anche (se non di più) nelle regioni meno industrializzate, e non è neppure difficile iniziare a frequentarli. Non per niente il Paese sudamericano è in fondo alle classifiche che su scala mondiale calcolano la concentrazione della ricchezza.
Seconda premessa: per praticità declineremo questo articolo al femminile – nel senso che ci riferiremo alle modalità per conoscere una miliardaria brasiliana – tuttavia gli schemi e le indicazioni che vi forniremo possono essere utilizzati anche da chi è in cerca di uomini.
Ma veniamo al nocciolo. Il Brasile sforna miliardari in ogni settore economico, e riesce ad arricchire non soltanto imprenditori, ma anche dipendenti d’azienda, professionisti, finanche impiegati e pensionati del settore pubblico, che riesce a sovvenzionare enormi sacche di privilegiati.
E tuttavia il consiglio che diamo ai nostri lettori per mandare al diavolo una volta per sempre precarietà e meste battaglie per arrivare a fine del mese, risponde al nome di agrobusiness. La ricetta magica è cioè quella di sposare una fazendeira, o meglio, la figlia giovane, carina, ma sopra tutto ricchissima, di un fazendeiro.
Tutto ciò per vari motivi, ma soprattutto perché l’aristocrazia rurale del Nordeste conserva quella spontaneità che forse l’alta borghesia cittadina sta perdendo. L’area ove si dovrebbe operare è il sud del Maranhão, in particolare la surreale cittadina di Balsas, vero eldorado di tutti i fazendeiro, o aspiranti tali: almeno sino alla fine del secolo scorso era fortissima la migrazione dal sud del Brasile.
(Nella cartina in alto è facilmente localizzabile, ndr). Il territorio comunale di questo centro – si badi bene – è interamente ripartito in megalatifondi, che giungono anche a decine di migliaia di ettari. Il nostro precario dovrebbe prepararsi molto bene, ma vista la posta in gioco ci pare normale: conoscenza della lingua e dei principi fondamentali dell’agronomia (ad esempio si dovrà sapere che l’unità di misura per determinare il valore delle fazenda è il sacco di soia, che in questi tempi al mercato di Balsas è quotato 43 real, ndr).
Quindi partenza per il Brasile, ma questa volta evitando accuratamente le mete turistiche più gettonate o i meravigliosi patrimoni naturalistici. Giunti a Balsas – ci potete arrivare con l’autobus via Fortaleza, Teresina o Palmas – sarebbe preferibile fingere di essere studiosi di agronomia, oppure uomini d’affari interessati ad acquistare una fazenda.
Quindi di giorno al “lavoro” tra allevamenti e sterminate coltivazioni, e la sera nei ritrovi della gioventù-bene locale, cercando ovviamente di rimorchiare le fatidiche figlie dei fazendeiro. Alla quali, diciamolo subito,delle polverose fazenda non frega assolutamente nulla.
Anzi le odiano, se non quando vengono rifornite finanziariamente dalla famiglia per i loro costosi soggiorni-studio tra le luci e i negozi alla moda delle città (segnatamente le megalopoli costiere da São Luis sino a Salvador). Da qui due ulteriori consigli. Primo: frequentare Balsas soprattutto in luglio e durante l’estate australe, quando università e corsi vari chiudono, e si torna visitare la famiglia.
Secondo: poiché i fazendeiro sono spesso all’antica e le figlie lotteranno per la loro emancipazione, vi saranno in genere dei latenti conflitti familiari; ebbene, si dovrà cercare sopra ogni altra cosa di evitare la rottura. Del resto siete precari e non potete certo farvi carico, oltre che di voi stessi, di una figlia di fazendeiro improduttiva.
Al contrario dovrete manifestare interesse per quel megalatifondo, forse esteso come il comune ove abitate, convincere la fanciulla ad apprezzare vacche e soia, e sopra tutto dar da vedere ai futuri suoceri di essere un competente ed entusiasta amministratore.
Sperando di aiutare qualche lettore ad uscire dalla precarietà, vi salutiamo col più classico «meditate, precari, meditate».
(Francesco Giappichini).

