Chico Buarque secondo Werneck
Più che un consiglio è un invito pressante alla lettura: gli appassionati di Chico Buarque de Hollanda non possono fare a meno di avere nella libreria di casa Tantas palavras, opera edita ormai da un paio d’anni (nella foto in alto la copertina). La seconda parte contiene, infatti, la raccolta dei testi di tutti i brani dell’artista, da Tem mais samba del 1964 sino a quelli contenuti in “Carioca”, il suo disco più recente.
La prima parte è invece affidata ad una dei maggiori giornalisti e scrittori brasiliani, Humberto Werneck, che per la cronaca può vantare collaborazioni nel “Jornal da Tarde”, nel “Jornal do Brasil”, in “Veja”, in “Istoé”, e finanche in “Playboy”. (Chi desideri sapere qualcosa di più su Werneck può leggersi una chiarificatrice intervista al seguente link, ndr).
Si tratta, nella sostanza, di un interessante e completo reportage biografico sulla figura di Chico: dall’infanzia all’epoca della maturità, passando per le ragazzate di quando era studente, le partecipazioni ai festival musicali, le scaramucce con la dittatura militare. E sempre, ovviamente, con la passione per il calcio sullo sfondo.
Sulla copertina si legge che «è soprattutto un’immersione nell’affascinante processo di creazione di Chico Buarque, sia il compositore, uno dei maggiori del Brasile, sia il non meno raffinato autore di Estorvo, Benjamin e Budapeste». Giova aggiungere che la pubblicazione rappresenta la rivisitazione e l’ampliamento del songbook campione di vendite (e da tempo esaurito) “Chico Buarque: letra e música”, uscito anch’esso per l’editrice Companhia das letras nel 1989, e pubblicato nuovamente sei anni dopo.
Anche Tantas palavras (come autore è indicato lo stesso Chico, e non Werneck, ndr) ha saputo comunque confermarsi come la principale fonte d’informazione sulla vita e l’opera dell’artista. Tra gli aspetti più interessanti segnaliamo la sezione fotografica, piena zeppa di curiosità: dalla sua storica partecipazione alla Passeggiata dei centomila contro la dittatura – correva l’anno 1968 – ad una delle tante intimazioni per «prestare chiarimenti» di fronte alle autorità militari che esercitavano la censura.
(Francesco Giappichini).

