B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Brasile-Spagna, pessime notizie

                                                    

Da qualche giorno tra Brasile e Spagna è in corso uno scontro diplomatico nato da funesti respingimenti alle frontiere aeroportuali. Tutto è cominciato quando le autorità spagnole dello scalo madrileno di Barajas (nella foto in alto) hanno rimpatriato una coppia di studenti modello brasiliani, diretti ad un congresso che si celebrava a Lisbona: i due universitari hanno anche contattato il console brasiliano a Madrid, ma nonostante il tempestivo intervento di questi la polizia iberica è stata irremovibile.

Sarebbero stati privi della riserva dell’hotel, e soprattutto non in grado di provare la disponibilità economica sufficiente, secondo quanto ha riferito un ufficiale di stanza all’aeroporto madrileno. Non è la prima che ciò accade, si tratta infatti di fenomeno antico e frequente nell’intera Unione europea (ed anche altrove, penso agli Stati Uniti), non limitato ovviamente ai soli brasiliani.

Un fenomeno che personalmente non esito a definire superato e di fatto vergognoso, legato com’è ad attitudini quasi sempre inique, quando non propriamente vessatorie e razziste. Tralasciando il fatto che nulla sarebbe accaduto se avessero respinto cittadini verdeoro di più modesta condizione socio-economica – osservazione scomoda quanto, purtroppo, veritiera – è certo tuttavia che negli ultimi mesi la situazione in terra iberica si sia fatta più pesante.

Udite udite: ben 452 sono stati i brasiliani ricacciati indietro nel solo mese di febbraio. Così sono intervenuti tutti i più alti papaveri: l’ambasciatore brasiliano in Spagna José Viegas Filho, il ministro degli Esteri Celso Amorim, e lo stesso presidente Luiz Inácio Lula da Silva.

Univoco il tono delle rimostranze: se la Spagna continua così danneggia i nostri rapporti, pretendiamo che gli stranieri trattino i brasiliani (il bene è sottinteso) come noi trattiamo gli stranieri,  valuteremo la possibilità di applicare il principio di reciprocità a mo’ di rappresaglia.

Rappresaglia puntualmente intervenuta in quel di Salvador: il 6 marzo otto ignari turisti spagnoli vengono rimpatriati senza complimenti. Per tutelarsi sotto il profilo giuridico, non si sa mai, la Polizia federale baiana dichiara che c’erano delle irregolarità, quali la mancanza di prenotazione alberghiera, e l’impossibilità di documentare la disponibilità finanziaria.

Il tutto, si continua ipocritamente, nel quadro di un irrigidimento dei controlli nei confronti degli stranieri. Parte così sulla stampa brasiliana una crociata tra il patriottico ed il vittimistico che vede lo straniero, se non come nemico, di sicuro come avversario. Pessime notizie quindi sulla rotta Brasile-Spagna, infarcite d’ipocrisia e di termini come rappresaglia, che sinceramente credevamo superati.

Specie, ci teniamo ad aggiungere, quando colpiscono chi non solo è incolpevole, ma soprattutto si trova in una situazione di manifesta inferiorità, e di debolezza fisica, giuridica e quant’altro. Poco altro da aggiungere, se non l’auspicio che questo conflitto per tutti dannoso si risolva al più presto.

(Francesco Giappichini).     

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