Detenuti di Natal, l’ingiustizia continua
E’ ormai quasi un anno che ci occupiamo del caso dei sei italiani arrestati a Natal, e condannati a secoli di carcere per aver gestito un night club, segnatamente l’Ilha da fantasia. Abbiamo già detto delle condizioni disumane della loro detenzione, delle strumentalizzazioni che hanno accompagnato sia le indagini, sia il primo grado del processo, del pregiudizio che ha accompagnato l’intera vicenda.
Si pensi solo che sono stati presentati come esponenti della Sacra corona unita per il solo fatto di provenire dalla Puglia, dato che gli stessi atti forniti dall’Ambasciata d’Italia, e di cui abbiamo copia, escludono qualsiasi legame in questo senso. Doveva essere un procedimento lato sensu politico, esemplare nel senso più deteriore del termine, e così è stato.
Ma soprattutto doveva essere funzionale alla carriera di qualche esponente della casta giudiziaria brasiliana, aspetto peraltro noto anche negli ambienti diplomatici italiani in loco, e di cui a suo tempo si è già detto. E così è stato. Tra l’altro siamo in possesso dei verbali dell’interrogatorio, da parte della Polizia federale, della testimone chiave e parte lesa del processo Lucelia Borges Faria, documentazione che ci ha rafforzato ancor più nelle nostre convinzioni.
Qualche giorno fa mi ha scritto una disperata missiva la moglie di Giuseppe Ammirabile, condannato alla bellezza di cinquantasette anni di reclusione. E’ una richiesta d’aiuto che mette in luce ulteriori aspetti dell’oscura vicenda, tra l’altro la manifesta inaffidabilità della Borges Faria.
Lasciamo così volentieri la parola a Giuliana Giovene Ammirabile, consigliandole – se non lo avesse già fatto – di contattare anche l’associazione Secondo Protocollo, molto attiva nella lotta contro questo tipo d’ingiustizie.
«ciao francesco,
come stai? spero bene ovviamente mio marito Giuseppe Ammirabile pur non facendo sciopero della fame è ridotto a uno scheletro. pesa 65 chili (è alto un metro e ottanta) vedendo le sue ossa giovedì scorso ho avuto un cedimento… perchè lo vogliono uccidere così?
era meglio che il Brasile avesse la pena di morte? è assurdo per favore aiutami Giuliana Caro Francesco, come va? Spero bene! Sono qui ancora per evidenziare alcuni punti della famosa “Operaçao Corona” che risultano essere abbastanza interessanti. Ricordi l’unica denuncia sulla quale è stato costruito questo processo e per la quale tra l’altro mio marito Giuseppe Ammirabile è stato condannato a un doppio ergastolo?
Penso che la ricordi: LUCELIA BORGES GARCIA…. Passo a raccontarti. Dopo aver avuto nelle mie mani il DVD contenente la denuncia effettuata dalla suddetta nella Polizia Federale di Goiania/Goias Brasile il 21/01/2005 ho fatto fare la trascrizione da uno dei migliori del Brasile o meglio il MIGLIORE.
Il signor Ricardo Molina ha constatato che il DVD è stato registrato in data 03 marzo 2005 (praticamente due mesi dopo la fantomatica denuncia/deposizione) e in questo deponimento la denunciante non parla proprio… parla solo il Delegato di Polizia Federale LUCIANO FERREIRA DORNELAS il quale se la canta e se la suona a suo piacimento e la deponente dice solo “ISSO”!
Troverai riscontro di quanto affermo nell’appello che ti mando in allegato. A questo punto satura di dubbi ho incaricato un detective per cercare l’INTROVABILE LUCELIA. (penso che ricordi che la tipa non si trovava…. Nonostante il Giudice di prima istanza afferma di averla cercata tanto - una sola intimazione effettuata da un ufficiale giudiziario il quale si recò all’indirizzo di abitazione di Lucelia e il PORTINAIO lo informò che LUCELIA BORGES FARIA (e non Lucelia Borges Garcia) non era più li da circa otto mesi.
E nonostante il Pubblico Ministero Federale avera richiesto ulteriore ricerca il Giudice rigettò l’istanza! Affermando che non era necessario sentire la testimone in giudizio. Vado avanti. Il detective mi ha fornito documentazione attestante non solo la presenza di LUCELIA BORGES GARCIA nella stessa città ovvero Aparecida de Goiana/Goias (strano che la fortissima e attrezzatissima Polizia Federale non era riuscita a trovarla e un semplice detective mi ha dato informazioni dopo solo una settimana dall’ingaggio!!!!!).
Ti svelo il mistero…. “La persona di LUCELIA BORGES GARCIA è frequente paziente di cliniche e ospedali PSICHIATRICI nelle quali risultano, secondo testimonianze, numerosi passaggi della stessa per trattamenti per debilitati mentali. Dalla fine della decade del ’90 e inizio di ottobre 2000 LUCELIA GARCIA BORGES è paziente del PRONTO SOCCORSO PSICHIATRICO WASSILLY CHUC in GOIANIA, dove risulta che la stessa necessita di accompagnamento e trattamento per essere una persona mentalmente perturbata, tale trattamento le viene effettuato da circa dieci anni (10 ANNI)
Prontuario n°15999 Lucelia è anche passata nella PAX CLINICA PSIQUIATRICA e AMBULATORIO MUNICIPAL PSIQUIATRICO. La debilitazione e perturbamento mentale di Lucelia è costante; dal 1996 la stessa si coinvolge in atti di confusione, accuse e minacce.
Fatti che sono catalogati e registrati in diverse delegazie di Goiania e Aparecida de Goiania/Goias. Il certificato attesta attraverso la nomenclatura medica inserita nel CID – 10DA Organizaçao Mundial de Saude, che Lucelia Borges Garcia è inserita negli itens F60-3 e F41.0 i quali tra gli altri disturbi la classificano come portatrice di: -Trastorno della personalità con instabilità emozionale -Tendenza ad agire in modo imprevedibile e capriccioso -Sensazioni di irrealità (cambio di personalità e irrealità)
1°)Processo n°960106223/0000 Atti 0000336/1996 – il 06/03/1996 Art.150: INVASIONE DI DOMICILIO 2°)Processo n°9901003393/0000 Atti 0000515/1999 – il 28/04/1999 Art.147: MINACCE 3°)Processo n°200702280245/0000 Atti 0001024/2007 – il 18/06/2007
Art.138: CALUNNIA Nel Processo n°200702280245/0000 la persona di Lucelia si tagliò con una lametta o taglierino nella zona dell’addome e del torace accusando la persona di Luiz Carlos Macedo de Abreu di averla ferita con un coltello. Questo evento può essere apprezzato agli atti provando che Lucelia è insana nelle sue azioni….”
Ho tutti i documenti in originale che attestano quanto affermo quindi a conti fatti mio marito Giuseppe Ammirabile e i cinque italiani sono ancora incarcerati in condizioni fisiche e psichiche ai limiti della sopravvivenza condannati con altri otto brasilianti a pene esorbitanti (ti ricondo i due ergastoli di Giuseppe e Salvatore Borrelli) tutto per una “PAZZA” che solo la Federale non riusciva a trovare, che i DUE GIUDICI DI PRIMA ISTANZA (Walter Nunes da Silva Junior e Maria Gisele de Araujo Leite) non ritenevano necessaria la sua conferma di deposizione in Giudizio
I Disimbarcatori che devono “GIUDICARE” l’appello hanno già ampiamente esternato le loro intenzioni durante questi due anni …. Nessuno può intervenire perché il Brasile è uno Stato SOVRANO. Adesso mi dici se è normale o per lo meno giusto che i miei sei disgraziati devono essere trattati in questo modo nonostante io stia sbraitando la loro innocenza da più di due anni e con le PROVE della loro INNOCENZA cantate nel processo ……
Mi risulta tra l’atro che le torture non siano più in uso in Brasile da diverso tempo e bisogna evidenziare che questo favoloso Paese ha firmato il trattato SUI DIRITTI UMANI !!!!! Ah, scusa, dimenticavo! Mica sono umani sono solo dei miseri “ITALIANI”…….
Sto pregando DIO tutti i giorni e di certo non smetto perché ci sono più vigliacchi che uomini su questa terra!
GIULIANA GIOVENE».
(Francesco Giappichini).

