Uno, nessuno e centocinquemila

Il più recente tentativo di dare una risposta all’annoso quesito su quanti siano gli elettori brasiliani residenti all’estero giunge da alcuni dati diffusi giorni or sono dal Tribunal superior eleitoral. Secondo l’inchiesta dell’organo che regola le questioni relative al diritto elettorale in Brasile, alla fine del 2007 i cittadini iscritti nelle liste tenute dalle rappresentanze diplomatiche del paese in tutto il mondo sarebbero stati circa 105mila, in aumento del 21 per cento rispetto a dodici mesi prima, quando erano poco più di 86mila.
Più che chiarire le idee, il dato è destinato a ingenerare ulteriore confusione, perché la cifra non è neppure lontanamente rappresentativa del numero degli aventi diritto-dovere. Inoltre, la percentuale di brasiliani fuori dai confini del Brasile che decide di registrare il proprio nome per poter partecipare all’elezione del presidente della Repubblica, unico voto consentito lontano dalla patria, varia da paese a paese.
Il numero totale dei brasiliani nel mondo è di 3,5 milioni. Regolari sarebbero 1,4 milioni e solamente 397mila coloro di cui esiste in qualche modo traccia nelle ambasciate e nei consolati. Gli elettori registrati all’estero, allo scopo divisi in 94 zone, rappresentano lo 0,082 per cento del totale del corpo elettorale verdeoro, pari a oltre 127 milioni di persone.
Sono maggiormente localizzati negli Stati Uniti d’America, dove se ne contano ben 35.875, un terzo esatto. In Europa, il primo paese è il Portogallo con 11.116, in Oceania l’Australia con 1.134, in Asia il Giappone con 5.373. Ce ne sono più in Paraguay (2.650) che in Argentina (2.304). La piccola Guyana francese ne raccoglie 1.841, il Libano 1.186.
Il 2007 ha portato alla costituzione di 18.458 nuovi diritti all’estero, a fronte della cancellazione di 4.889 título precedentemente esistenti. In quest’ultimo caso, si tratta principalmente di cittadini che hanno perso la possibilità di votare non avendo partecipato, mentre si trovavano ancora in Brasile, al referendum sulle armi del 2005 e, una volta espatriati, alle due tornate per la presidenza della repubblica nel 2006.
Per quanto riguarda l’Italia, dove vivrebbero circa 140mila brasiliani, il rapporto del Tse è contradditorio. In merito al numero di persone registrate all’anagrafe elettorale brasiliana nel nostro paese, il dossier presentato alla stampa afferma che «la situazione è pessima». In realtà il numero di 4.177 iscritti, preso in assoluto, rappresenta il quarto nucleo del pianeta.
Numerose negli ultimi mesi le campagne rivolte ai residenti all’estero, sia informative che di sensibilizzazione, per favorire la regolarizzazione della posizione elettorale. Il governo le ha realizzate soprattutto attraverso spot televisivi su Rete Globo, Tv Brasil e Rete Record.
Per infomazioni sull’argomento, il portale di riferimento è quello del ministero degli Esteri del Brasile.
(A. Forni)

