Alagoas, coprifuoco e proibizionismo
Tempi duri per i turisti, tra cui tanti gli italiani, che amano le soleggiate spiagge di Maceió, capitale dello minuscolo Stato di Alagoas (nella foto in alto é possibile localizzarlo nella cartina del Brasile, ndr). Questo paradisiaco angolo del nordeste brasiliano vive infatti da svariati mesi una crisi di ordine pubblico senza precedenti.
Uno sciopero della Polizia civile che dura ormai da quasi 7 mesi ha messo in crisi l’esecutivo del governatore Teotonio Vilela Filho, che per la cronaca appartiene al centro-destra. L’assessore alla Difesa sociale Edson Sá Rocha ha chiesto ed ottenuto le dimissioni, ed é stato sostituito dal colonnello della Polizia militare Ronaldo dos Santos.
E le misure di questi per contenere una criminalitá in continuo aumento sono sorprendenti. Il pacchetto-sicurezza prevede infatti il divieto di vendere e consumare bevande alcoliche in bar e ristoranti tra le ventidue e le sei del mattino, la possibilitá – da parte delle autoritá – di fermare in strada persone in «atteggiamento sospetto» dopo le ventidue, nonché l’installazione di videocamere a circuito chiuso.
E non é tutto poché in certe aree sará comunque proibito rimanere in strada dopo le dieci di sera. Corollario di tutto ció il rafforzamento del pattugliamento da parte della Polizia militare. Nella sostanza siamo di fronte a proibizionismo e coprifuoco insieme: niente male.
Lo sciopero della Polizia civile, di cui si diceva, ha fatto sí che ancora non siano partite le indagini per identificare i responsabili dei duecento omicidi commessi nello Stato dall’inizio dell’anno. E pare inoltre che la vertenza sia ancora ben lungi dall’essere risolta. Il caos ha fatto sí che il Governo statale abbia chiesto al Ministero della Giustizia l’invio di ben trecento uomini della Forza nazionale di sicurezza, pare peró che ancora Brasília non si sia pronunciata sull’argomento.
La conclusione cui possiamo giungere circa il delicato tema é soltanto una: per il momento il sensibile miglioramento delle condizioni di vita dei brasiliani – conseguenza di un’evidente fase di espansione economica – ha purtroppo incrementato, e di molto, gli indici di violenza.
(Francesco Giappichini).

