Favela, docufilm in preparazione
È in corso di lavorazione un breve documentario su una favela di Fortaleza, sita nel quartiere Maraponga. Prodotto dalla casa di produzione Mondial film, per la regia di Stefano Pieri, il lavoro é attualmente in fase di montaggio (la fase di pre-montaggio é terminata proprio in questi giorni, ndr).
Coautore e presentatore ne sono io stesso, e quindi mi scuso con chi possa giudicare questo articolo come autopromozionale, o giú di lí. In realtá si tratta d’un prodotto – nel suo genere – del tutto innovativo: assolutamente genuino, veritiero, ruspante, direi grezzo, ma al contempo pieno d’immagini bellissime e toccanti.
E secondo me anche capace di trasmettere pathos allo spettatore, dato che durante gran parte delle riprese abbiamo veramente temuto di poter essere aggrediti. Nessuno spazio quindi né alla fiction, né tantomeno a secondi, pur lodevoli, fini. Non volevamo cioé promuovere il lavoro di qualche ong, o di alcuni missionari, magari scrivendo in basso il conto corrente bancario.
Ma solo documentare e denunciare la realtá quotidiana che vivono circa ottocentomila fortalezanse, in pratica un terzo della popolazione della capitale del Ceará, che sfiora i due milioni e quattrocentomila unitá. (Secondo la Federação de bairros e favelas de Fortaleza, nella metropoli nordestina vi sarebbero ben 661 favela; l’Instituto brasileiro de geografia e estatística ne conta invece soltanto 177, dato che non vengono considerate le occupazioni che non superano le cinquanta baracche, ndr).
A nostro parere la nostra fredda ed al contempo toccante attivitá di documentazione – ma forse non dovrei essere io a dirlo – non ha concesso nulla alla morbositá tipica dei “safari in favela”, tanto di moda a Rio de Janeiro. Al contrario si é cercato, con sinceritá, senza nulla di artefatto, e senza falsi pudori, di ritrarre una realtá che é ancora ben lungi dall’essere migliorata: si pensi solo che nell’ultimo quarantennio la popolazione della cittá é quadruplicata, ed ogni anno vengono registrati circa 140mila nuovi arrivi.
Il titolo provvisorio? “Favela de Deus”.
(Francesco Giappichini).

