Che disastro, cara Cláudia!

Negli auspici dell’etichetta Universal, la carriera solista di Cláudia Leitte, ex voce dei Babado Novo e nuova musa dell’axé baiano, avrebbe dovuto cominciare in grande stile, con un’organizzazione hollywoodiana e un perfetto sincronismo di tipo svizzero. La registrazione del suo primo dvd dal vivo, domenica sulla spiaggia di Copacabana (nella foto, la cantante sul palco), era stata preparata da mesi. Alla fine si è risolta in un vero pasticcio, con molti mugugni e la Polizia militare costretta a far chiudere anzitempo il concerto.
I primi a lamentarsi erano stati i fan di Salvador, contrariati dal fatto che la diva avesse scelto la capitale carioca per il gran debutto. Durante la conferenza stampa di venerdì scorso al Copacabana Palace, la Leitte si era giustificata ricordando di essere nata a São Gonçalo, nell’interno dello Stato di Rio de janeiro e di aver voluto omaggiare le proprie origini optando per il lungomare più famoso del mondo.
Lo spiegamento di mezzi era impressionante. Il palco aveva un’altezza di 15 metri, una larghezza di 36, con tre passerelle posizionate in direzione del pubblico. Dodici torri, a settanta metri l’una dall’altra, diffondevano il suono a una distanza di mezzo chilometro. L’illuminazione era garantita da duecento tra fari e giochi di luce, per un totale di un milione di watt di potenza elettrica. Special guest erano Gabriel O Pensador, Daniela Mercury, Carlinhos Brown, Wando e Badauí, voce solista della band CPM 22.
Per la realizzazione del dvd sono state impiegate venticinque telecamere, alcune montate su barche al largo della spiaggia e su un elicottero. Domenica sera alle 19, ora prevista per l’inizio del concerto, il pubblico era di 700mila persone. E qui sono iniziati gli inconvenienti. Problemi si sono registrati nell’area-vip che, a causa dell’assembramento, già due ore prima della show risultava inaccessibile. Mentre molti invitati rinunciavano e se ne andavano, la presentatrice Adriane Galisteu faceva buon viso a cattiva sorte e si sistemava in posizione laterale, mescolandosi ai comuni mortali.
Stessa situazione presentava la zona riservata alla stampa. Ogni tentativo di tenere separate certe aree dal resto della platea risultava ormai vano una volta giunti nell’imminenza dello spettacolo, il cui inizio veniva leggermente ritardato per questa ed altre ragioni legate all’ordine pubblico. Una volta partiti, più che ad un concerto la gente si rendeva immediatamente conto di assistere a una vera e propria sessione di registrazioni, seppur dal vivo.
L’esecuzione dei brani, intervallata da stucchevoli pause per le regolazioni delle luci e del suono, veniva pure frequentemente interrotta e ripresa. La Leitte cantava due volte la hit “Extravasa”, con Gabriel O Pensador e ripeteva addirittura una parte del brano senza il rapper sul palco. Anche “Bola de sabão” e altri pezzi venivano rieseguiti due o anche tre volte, per favorire le riprese da varie angolazioni. Qualche fischio dalle prime file, a questo punto, rovinava il clima di generale entusiasmo che si sarebbe voluto creare.
Nel corso dell’inedita “Carnaval em Salvador”, Cláudia Leitte si feriva a un piede a causa di un ornamento in cristallo accidentalmente staccatosi da una delle sue scarpe e doveva essere medicata. Le autorità avevano indicato nelle 22 l’orario-limite oltre il quale non si sarebbe potuti andare, per non arrecare eccessivo disturbo ai residenti, assordati dal boato del mega-impianto audio e accecati dagli imponenti fasci di luce. Ma alle 22,40 le operazioni erano ancora in pieno svolgimento. Dopo un paio di avvisi, la polizia decideva allora per un’azione di forza e staccava letteralmente la spina, quando ancora due dei ventiquattro brani in scaletta non erano stati eseguiti.
“Amor perfeito”, classico dei Babado Novo (che accompagnavano la Leitte sul palco) con cui si sarebbe dovuto chiudere il dvd, rimaneva quindi fuori in maniera del tutto imprevista. Al termine, la cantante si rifugiava in camerino e si abbandonava ad un pianto a dirotto, a causa della tensione accumulata e dei tanti “fuori programma”, i quali ora minacciano la buona riuscita del video.
Nell’impossibilità di riorganizzare il tutto e onde evitare di gettare il materiale raccolto, con conseguente grave danno economico, i tecnici sono già al lavoro per salvare il salvabile e dare una parvenza di linearità alla sfortunata registrazione del dvd, che dovrebbe comunque uscire entro i prossimi mesi.
Che l’axé da tempo non sia più una manifestazione musicale spontanea (ammesso che lo sia mai stata) ma una grande macchina mossa dalle esigenze del business ci pare evidente. E come accade per tutte le macchine, anche per quelle perfettamente oliate e maggiormente sofisticate, a volte basta un granellino di sabbia …di Copacabana a far inceppare gli ingranaggi.
(A. Forni)

