B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Brasile, il Parmigiano ostaggio in aeroporto

Cara Ue, ci blocchi la picanha? E noi ti confischiamo formaggi e salumi. Volando sulle ali della fantasia giornalistica, potremmo leggere come una risposta all’embargo europeo nei confronti delle carni brasiliane l’annunciato inasprimento dei controlli doganali sul contenuto del bagaglio al seguito dei passeggeri in arrivo negli aeroporti del Brasile.

Ovviamente sarebbe una forzatura, visto lo spirito diametralmene opposto dei due provvedimenti. Quello attivo dal 1º febbraio è punitivo e riguarda la sfera del commercio internazionale. L’altro, di imminente attuazione, è regolativo e viene applicato ai singoli individui.

La stretta brasiliana sui prodotti alimentari che il turista straniero porta con sé non sarà, tra l’altro, limitata ai paesi membri della Ue, ma riguarderà tutti i voli provenienti dall’estero. Chiarito questo, è innegabile che il principale destinatario dei controlli sarà chi arriva per via aerea dall’Europa, in particolare dall’Italia.

Infatti, i due articoli maggiormente introdotti in Brasile attraverso la declaração de bagagem acompanhada (Dba), cioè la distinta che deve essere presentata alla dogana entrando nel paese, sono storicamente il Parmigiano Reggiano e il prosciutto di Parma.

Questo secondo dati delle stesse autorità di frontiera brasiliane. Seguono a distanza siderale i vini (italiani e di altri paesi dell’Europa meridionale), il baccalà portoghese, gli ortaggi e gli embutidos, sia lusitani che spagnoli.

Per il momento non esiste una comunicazione ufficiale sulla data in cui scatteranno le ispezioni più approfondite. Né su quali saranno le tipologie dei controlli, che in ogni caso riguarderanno il confezionamento e il volume degli imballaggi, la corrispondenza delle derrate alle normative sanitarie brasiliane e le quantità massime consentite.

Sarà utilizzato un nuovo detector organico a raggi x, un sofisticato strumento che permette il riconoscimento di frutta, foglie, sementi, latticini e in genere di qualunque prodotto di origine animale o vegetale all’interno dei bagagli.

Gli accertamenti saranno operati dal Servizio di vigilanza agroalimentare internazionale (Vigiagro), in collaborazione con il ministero dell’Agricoltura brasiliano, con l’Agenzia nazionale di vigilanza sanitaria (Anvisa) e con la Receita federal.

Viaggiatori avvisati, mezzi salvati, quindi. Come omaggio dall’Italia per amici e parenti brasiliani, d’ora in poi sarà più prudente mettere in valigia un Colosseo illuminato, un cappello da gondoliere o un tricchettracche partenopeo.

(A. Forni)

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Commenti

  1. Commento di 0rland80 | 2008/02/18 alle 17:22:45

    Non se ne può più dell’intervento dei vari stati a prevenire la libera circolazioni dei beni e delle persone.
    Se la carne che si produce in Brasile è migliore, vale a dire, se i consumatori la preferiscono, ben venga.
    Se i viaggiatori vogliono portare con se Parmigiano e Prosciutto fanno bene. A volte mi sembra di ritornare al passato quando ascolto queste cose.

    0rland80


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