B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Muse dello sport, Brasile-Italia 6-3

Il fondamentale sito anglofono “The popcrunch show“, specializzato in gossip, news scollacciate e altre banalità, ha stilato la classifica delle cinquanta sportive più sensuali del mondo. In essa figurano sei brasiliane e tre italiane. Tra le prime, le gemelle del nuoto sincronizzato Bia e Branca Feres, seconde assolute dietro alla tennista russa Anna Kournikova.

Poi la presentatrice tv Daniela Cicarelli (6ª), la pallavolista Ana Paula (13ª, nella foto), la calciatrice Milene Domingues (25ª) e la nuotatrice Flavia Delaroli (48ª). Per l’Italia, presenti la soubrette Elisabetta Canalis (14ª), la giocatrice di volley Francesca Piccinini (38ª) e l’attrice Sabrina Ferilli (47ª).

I criteri di ammissione al ranking diffuso un paio di giorni fa, invero, erano piuttosto elastici. Se non si rientrava nella categoria delle donne che fanno uno sport, bastava ad esempio essersi fatte uno sportivo. Come nel caso della Cicarelli e della Domingues, l’una e l’altra ex di Ronaldo Fenômeno o della Canalis, già fidanzata con Christian Vieri, entrambi popolari calciatori. La Ferilli, invece, è stata inserita in classifica per un diverso tipo di rapporto d’amore con il calcio. Questa volta con un’intera squadra, visto che viene considerata «tra i più famosi tifosi dell’A.S. Roma».

Caso curioso è quello della bella “oriunda” Ana Paula Mancino. Brasiliana sì, ma assolutamente sconosciuta in patria, essendo cresciuta come personaggio pubblico proprio in Italia. Paulista, 36enne, giunse da noi poco più che adolescente per giocare in serie A2 nella squadra di Campobasso. Dopo una prima esperienza nella massima serie tricolore a Reggio Emilia, si trasferì alla Pallavolo Palermo.

E nel capoluogo siciliano salì agli onori delle cronache per la sua abilità di alzatrice, ma soprattutto per essere apparsa in posa provocante sul sexy-calendario 2002 della squadra, insieme alle compagne. L’operazione commerciale fu studiata a tavolino per rifornire di prezioso contante le casse sociali dell’agonizzante sodalizio siciliano, che grazie alle vendite del calendario stesso si salvò dal fallimento.

Ne seguì un’imponente grancassa mediatica con l’immancabile assalto di tv e rotocalchi. Il caso-Palermo fu persino oggetto di studio da parte di ricercatori dell’università La Sapienza di Roma, quale perfetto esempio delle strategie di marketing del terzo millennio. Ana Paula giocò sino al 2005, quando si ritirò per dedicarsi a una carriera nel mondo dello spettacolo. Con scarse fortune, visto che da allora di lei non si è più sentito parlare.

Fino alla pubblicazione dell’artificiosa lista di “Popcrunch”, ennesimo tranello teso ai curiosi, meglio se un po’ morbosi e agli amanti delle notizie insulse. Primi fra tutti noi, che ci siamo cascati in pieno, annoiandovi con questo articolo.

(A. Forni)

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