B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Tristeza não tem fim, felicidade sim

Per la disperazione di alcuni e la gioia di altri, in Brasile il carnevale è finito, o quasi. Si sono conclusi, in particolare, i due principali concorsi ufficiali, riservati alle scuole di samba delle due maggiori metropoli brasiliane. Il più celebre del mondo, ovviamente il carnevale di Rio de janeiro, è stato vinto per la quinta volta in sei anni da Beija-flor (nella foto, i festeggiamenti con il celebre cantante Neguinho a sinistra). A distanza siderale quanto a popolarità, l’analoga rassegna di São Paulo ha laureato campione la Vai-Vai.

A São Paulo tutto si è deciso martedì. Con 90 punti, Vai-Vai ha preceduto Mocidade alegre e Vila Maria. Águia de ouro e Camisa verde e branco hanno dovuto subire l’onta della retrocessione in seconda categoria. Purgatorio dal quale emergono Unidos do Peruche e Leandro de Itaquera, che nel 2009 concorrerrano con l’elite del Gruppo speciale. La gloriosa scuola campione, orgoglio di Bixiga, il quartiere un tempo popolato da immigrati italiani, è al tredicesimo titolo. Vai-Vai è stata tetracampeã dal 1998 al 2001, tri dal 1986 al 1988 e bi nel 1981/82.

Il presidente della scuola, Edmar Thobias, ha dichiarato: «Il carnevale di São Paulo è giunto a un tale livello di perfezione che ormai vince chi sbaglia meno. E noi lo abbiamo fatto». Il tema della Vai-Vai, con relativo samba enredo, quest’anno è stato “Acorda Brasil” (”Svegliati Brasile”), cantato dal puxador Carlos Júnior, detto Carlão. Il responsabile del lussuoso allestimento dei carri è stato Chico Spinosa. Al grido di «sai, sai da frente, sai que a Vai-Vai é chapa quente» (che potremmo malamente tradurre con «toglietevi di mezzo, la Vai-Vai è roba che scotta») la torcida bianconera ha invaso le strade intorno alla sede della scuola, a Bela Vista, dirigendosi poi verso la chiesa di Nossa Senhora Achiropita per i ringraziamenti di prammatica.

A Rio, i quaranta giurati preposti al voto sono rimasti rinchiusi per ore, ieri pomeriggio, nei gabbiotti appositamente allestiti per loro all’interno del sambodromo di avenida Marquês de Sapucaí. Ognuno era guardato a vista da un responsabile della Lega indipendente delle scuole di samba. Parecchi, in passato, i tentativi (alcuni riusciti) di corruzione o intimidazione, a volte degenerati in vere e proprie aggressioni. L’attesa del carioca per il risultato del concorso è paragonabile a quella del senese riguardo all’esito del Palio.

I giudizi espressi potevano andare da 7 a 10 punti, con variazioni di un decimo di punto. Alla fine, l’ha spuntata per l’ennesima volta la scuola di Nilópolis, con 399,3 punti complessivi su 400, davanti a Salgueiro e Grande Rio. Allo stesso tempo, la vittoria consegnerà definitivamente il collettivo della Baixada Fluminense alla leggenda e rialimenterà le accuse di favoritismo già formulate lo scorso anno. Beija-flor aveva scelto come tema di quest’anno lo Stato di Amapá e il suo enredo era intitolato “Macapaba: equinócio solar, viagens fantásticas ao meio do mundo”. Regina della batteria era la 17enne carneade Raíssa Oliveira.

Le prime sei classificate si ritrovano questo sabato, 9 febbraio, per l’attesissima apoteosi finale. La sfilata della scuola campione di Rio de janeiro e delle cinque damigelle d’onore (oltre alle due citate, le altre sono Portela, Unidos da Tijuca e Imperatriz) inizia alle ore 21, nel sambodromo. I biglietti sono esauriti da mesi.

(A. Forni)

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