Brasile, corsi italiani fantasma?
Oggi vi invitiamo alla lettura di un articolo di Max Bono pubblicato sul quotidiano “L’italiano”, nonché sul blog dello stesso autore. Vi si accenna a sprechi che le autoritá italiane, attraverso la Camera di commercio italiana di San Paolo, avrebbero commesso e starebbero commettendo in Brasile.
Nello specifico si prendono di mira i finanziamenti per i corsi di formazione, e il fatto – per usare le parole dell’autore – che i «soldi per gli italiani all’estero sono spesi prevalentemente per iniziative di formazione professionale di dubbia entita’ e valore». Pur non potendo, com’é logico, sottoscrivere la denuncia di Bono, ricordiamo d’aver spesso dubitato, se non della serietá almeno dell’opportunitá, di alcune iniziative formative.
In particolare, nell’ormai lontano aprile 2007, ci colpirono i corsi di floricultura dedicati agli italo-brasiliani di Rio de Janeiro. (Nella foto in alto, per restare in tema, molti fiori variopinti, ndr). A seguire riportiamo quindi la notizia che all’epoca circolava nelle agenzia di stampa: «In pieno andamento a Rio de Janeiro la fase della selezione dei cittadini italiani che intendono partecipare al corso di formazione professionale finanziato dal Ministero del Lavoro italiano nel settore della floricultura.
Il corso è aperto a tutti i cittadini italiani che risiedono in Brasile, ma evidentemente, per motivi organizzativi e di costo, la maggioranza dei candidati sarà dello Stato di Rio de Janeiro». Non ci resta che lasciarvi alla lettura della mini-inchiesta di Bono.
«Che succede alla camera di commercio italiana di San Paolo?
Febbraio 2007. In pompa magna a San Paolo del Brasile viene presentato il Progetto “Occupazione e sviluppo della comunità degli Italiani all’estero”, promosso e finanziato dal Ministero del Lavoro - Direzione Generale Politiche per l’Orientamento e la Formazione. È presentato dal responsabile dello stesso, Federico Lazzarini, dirigente di Italia Lavoro, agenzia del Ministero del Lavoro.
Questo progetto è portato avanti in collaborazione con la Camera di Commercio di San Paolo, presieduta dal Senatore Pollastri, perno importante dell’appoggio al governo Prodi. Settembre 2007. Il senatore Pollastri dichiara: «L’iniziativa di Italia Lavoro in Brasile … , di cui beneficia esclusivamente a Camera di Commercio di San Paolo non è mai esistita, evitando così una magra figura”.
Pollastri si riferiva alla figura che farebbe Laspro consigliere del Cgie per il Brasile, nel commentare in termini negativi per Pollastri il nostro articolo di denuncia dell’ inopportunita’ dell’iniziativa di Italia Lavoro a Sao Paolo. 20 novembre 2007. Viene firmata la convenzione a Roma, nella sede del Senato della Repubblica, tra Italia Lavoro rappresentata dal suo Amministratore delegato Natale Forlani e la Camera Italo-Brasileira de Comercio e Industria, rappresentata dal suo presidente Senatore Edoardo Pollastri.
La notizia, in tono dimesso rispetto al roboante lancio di febbraio, non è pubblicata dalle agenzie di stampa, ad eccezione del sito di Italia Lavoro, che dichiara “Atto di avvio della raccolta dei fabbisogni delle aziende registrate alla Camera di Commercio”. 22 novembre.
Italia Lavoro e la Camera di Commercio Italo-Brasiliana di San Paolo lanciano a San Paolo, il programma ITES “Occupazione e sviluppo della comunità degli Italiani all’estero”, con un programma di stage per giovani di origine italiana. Il programma promuove 40 stage per giovani discendenti di origine italiana.
Ad un primo acchito sembra che questo programma di formazione non abbia nulla a che vedere con l’originario programma di formazione di una banca dati del personale dipendente delle imprese iscritte alla camera di commercio di San Paolo, sulla cui utilità avevamo già discusso in passato.
http://www.investirenelmondo.com/sud-america/articoli/italia-lavoro-in-brasile-lavoro-per-chi-2.html Le informazioni ulteriori sono scarsissime. Le iscrizioni potevano essere fatte tra il 26 novembre ed il 21 dicembre cliccando sul sito www.italiani-estero.it, nel link Brasile.
Probabilmente non siamo molto bravi con il computer o con il sito di Italia Lavoro perchè quando clicchiamo non troviamo la pagina per fare l’iscrizione, che del resto potrebbe già essere stata eliminata (se mai è esistita). La domanda del cronista è: chi ha fatto la magra figura, smentendo l’esistenza di un programma che poi è stato puntualmente firmato ed è in atto: un programma che per di più non sta realizzando le finalità per cui era stata firmata la convenzione principale nelle austere sale del Senato?».
(Francesco Giappichini).

