B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Caro Beppe, ti scrivono (sul Brasile)

La rubrica “Italians”, tenuta da Beppe Severgnini su “Il Corriere della sera”, ha recentemente ospitato la lettera che riportiamo di seguito, firmata dal lettore Piero Bondi. Ci è sembrata interessante e ve la proponiamo come esempio di un tema su cui sembra esistere un’esigenza di espressione molto diffusa tra i brasilofili. Parafrasando il nome di una sezione del nostro blog, tutti desiderano spiegare quale sia “Il loro Brasile”, ovviamente ritenuto unico e vero.

Di Brasile ve ne sono probabilmente tanti quanti i suoi amanti. Vale per chiunque, non solo per gli italiani. Difficile valutare la veridicità di questi milioni di paesi raccontati, visto che sempre, oltre che su dati di fatto, sono costruiti su emozioni, impressioni ed esperienze personali.

La convinzione, ricavata in anni di osservazione, è che nell’italiano che ci abita tenda attualmente a manifestarsi un certo disincanto verso un Brasile reale non sempre corrispondente a quello sognato o idealizzato. Ciò sembra accadere più del contrario, cioè di un radicamento in terra brasiliana felice e senza ripensamenti. 

Poche altre nazioni del mondo, invero, tanto disorientano e tanto sorprendono il viaggiatore, persino quello più smaliziato. Per non parlare di quando la condizione di turista si trasforma in quella di residente. Lo testimoniano i dibattiti che regolarmente si accendono, in merito, sulla nostra lista di discussione “Musibrasil“. Francesco Giappichini ha recentemente risollevato il tema con un pezzo sull’«antiguida» al Brasile, apparso sul nostro blog.

La complessità dell’argomento è accresciuta dall’assoluta anarchia di opinioni e dalla totale mancanza di certezze che i brasiliani stessi manifestano riguardo al proprio paese. Cantava Elis Regina: «O Brasil não conheçe o Brasil/O Brasil nunca foi ao Brasil» (da “Querelas do Brasil” di Maurício Tapajos e Aldir Blanc).

Lasciando ovviamente aperta la discussione, riteniamo vi sia un’unica conclusione a cui possiamo giungere. Cioè che se accettiamo la realtà della vita non come assoluta ma come percepita, allora abbiamo ragione tutti.

Ecco la mail inviata a Beppe Severgnini dal signor Piero Bondi:

- Diverse idee di Brasile

Caro Beppe, leggo divertito e anche un po’ stupito le impressioni che i turisti normalmente si portano indietro dal Brasile. E la conclusione “Il Brasile è anche e soprattutto questo”. Soprattutto questo, cosa? Ciò che si vede dal finestrino del taxi o su una spiaggia degli oltre 7.000 km di costa? O passando vicino a una delle 700 favelas di Rio? L’esotismo è sempre più raro, ma anche diffuso allo stesso tempo. Sempre meno ce n’è ai tropici brasiliani, dove la piaga inarrestabile degli evangelici sta facendo scomparire anche la macumba. C´è differenza fra ció che si vede sul marciapiede e ció che c´è dietro una finestra, fragile, ma invalicabile per l´occhio del turista tipico. Se è difficile rendere l´idea della Svizzera o della Grecia in poche righe e poche immagini, immaginiamo per 8 milioni e mezzo di km quadrati che includono tropico ed equatore e quasi duecento milioni di abitanti. La maggiore favela dell´America Latina, (la Rocinha) ha edifici con ascensori di undici piani, studi di psicanalisti e un commercio dove puoi comprare l´ultimo lap top, ma la comunità “scarica” quasi completamente in mare dopo che un depuratore, a qualche anno dalla inaugurazione, ancora funziona precariamente. Il Brasile produce quest’anno più automobili della Francia e non è una virtù. I supermarket offrono (come dappertutto solo per chi ha il danaro) piú etichette di vini dei 5 continenti di quante se ne trovino a Milano o a Chicago. I politici hanno sfortunatamente le stesse caratteristiche che altrove. Per strada si puó essere assaltati ancor più facilmente che a Napoli. Beati coloro che, passando capodanno vicino a Santos, riescono a farsi un´idea del Brasile più esauriente della mia, ancora aprossimativa, dopo quasi 60 anni. -

(A. Forni)

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