Brasile, il Paese del calcio amatori
Il Brasile é veramente il Paese del calcio, o país do futebol? Chi scrive, in certa misura ne dubita; e non tanto perché i piú grandi campioni verdeoro raggiungono immancabilmente le squadre europee, quanto perché la federazione locale non ha attuato quel radicamento sul territorio – gerarchicamente strutturato – cui assistiamo, tanto per fare un esempio, in Italia.
Un po’ l’immensitá del Paese, un po’ le difficoltá economiche e di spostamento, un po’ una mentalitá genuinamente federale, fanno sí che esistano solo tre tornei di dimensione nazionale: come se in Italia tutto avesse fine col campionato di C1, e per il resto esistessero solo competizioni a livello regionale.
Tuttavia ci sentiamo di affermare con certezza che il Brasile é senz’altro il Paese del calcio amatori. Quando nel giugno 2003 Torino ospitó i Mondiali di calcio amatoriale il Brasile, a parte l’eccezione rappresentata dell’Italia padrone di casa, fu l’unico Paese con diritto a presentare due proprie rappresentative.
Inoltre i pletorici tornei di futebol amador che si svolgono in Brasile hanno raggiunto una fama, un’aura di leggenda, che li colloca al di fuori del solo mondo dello sport: fanno ormai parte della cultura nazionale tout court. Del mitico Campeonato de peladas do Amazonas, detto anche Peladão de Manaus (nella foto una fase delle celebrazioni), ci parla il collaboratore di “Musibrasil” Gaetano Boamundi Risica nel seguente servizio che vi invitiamo a leggere.
Un mix di sport, spettacolo e folclore che da anni affascina gli osservatori del mondo intero. Molto meno, nessuno ce ne voglia, i brasiliani piú appassionati di calcio, che gli preferiscono la Copa Kaiser di San Paolo, meno “contaminata” da aspetti folcloristici, meno pletorica, e di piú elevato livello tecnico.
(L’edizione 2008 conterá con 208 squadre, non poche, ma niente a che vedere con le circa ottocento del Peladão, ndr). E i piú maligni sostengono che la megalomania del torneo amazzonico sia solo una scomposta reazione alla superioritá del movimento calcistico del Brasile del sud.
«Peladão, il più grande campionato di calcio amatoriale del mondo
Da sempre Il Brasile vanta diversi indiscussi primati ma questo, sinceramente, sembra proprio incredibile. Si tratta del maggior campionato di calcio amatoriale, denominato Peladão, che vanta negli ultimi anni la partecipazione di circa 800 squadre provenienti da tutta la regione amazzonica - riserve indios comprese - e la cui finale si svolge nello stadio Vivaldo Lima di Manaus.
La caratteristica di questa competizione sta nel fatto che le squadre partecipanti devono essere rappresentate da altrettante miss le quali, si sfideranno tra di loro in una competizione parallela al torneo di calcio, per la conquista del titolo di Rainha do Peladão.
Di fatto il termine Peladão deriva proprio dalla parola pelada che ha due significati, vuol dire “nuda” ma può anche indicare una partitella di calcio, senza importanza, giocata in un campo improvvisato . Il torneo, che si svolge da agosto a dicembre, fu lanciato per la prima volta nel lontano 1973 dal quotidiano locale A Critica, ed ogni anno ha gradualmente conquistato un maggior consenso di pubblico e di partecipanti, considerato che nella sua prima edizione parteciparono solo i quartieri della città di Manaus ed oggi invece si è allargato sino ad abbracciare l’intero territorio amazzonico e la quantità di squadre che hanno aderito negli ultimi anni lo dimostra.
Le regole del torneo si rifanno a quelle ufficiali ma, generalmente possono essere adattate alle varie esigenze e condizioni locali come ad esempio quella che le squadre possono essere si composte da 11 giocatori ma questo numero non è obbligatorio dato che a volte si gioca in spazi limitati, in terra battuta, immersi nella foresta o recuperati lungo le rive dei fiumi, per cui le due squadre possono accordarsi di giocare cadauna con un numero minore di atleti.
Poi – tranne che nella finalissima - è vietato giocare con scarpe professionali, anche da tennis, ed è invece lecito partecipare anche scalzi. Altra regola curiosa si applica quando nei campi di calcio non è segnata l’area di rigore - e quindi spesso - in questo caso l’arbitro, a seguito di un fallo, dovrà contare 15 passi dal luogo dell’infrazione in direzione dell’ipotetico punto del calcio di rigore per definire se la punizione è un rigore oppure no.
Inamovibile e fondamentale è invece il principio che al torneo non possono partecipare calciatori professionisti. Ed infatti qui giocano un po’ tutti i rappresentanti delle classi sociali, vale a dire impiegati, commercianti, medici, disoccupati, indigeni caboclos, pescatori, artigiani ed indios.
Naturalmente come citato sopra, quello che rende famoso il Peladão non è solo il calcio ma anche il concorso di bellezza ad esso abbinato, dove ogni miss sfila in bikini e maglietta del team che rappresenta. Infatti, ognuna delle reginette può essere fondamentale per la formazione a cui è associata e, questo avviene, nella coincidenza in cui la squadra sia stata già eliminata ed invece lei continui a superare le successive fasi di selezione poiché, in questo caso - cosa incredibile - il team verrà ripescato per proseguire nel torneo.
Questa, a dire degli organizzatori, è la norma per eccellenza per valorizzare il campionato/concorso e far sì che ogni gruppo partecipante iscriva ogni volta reginette sempre più belle. Il torneo, in questi ultimi anni, ha varcato i confini amazzonici e molte quotidiani nazionali si sono interessati, parlandone bene e male e, contribuendo così ad aumentare la sua fama al punto che già dal 2005, un torneo simile si svolge, con lo stesso nome e regolamento, a Cuiabà (MT) e nell’area del Pantanal e cosa più importante ha attirato l’interesse di National Geographic che nel 2006 ha prodotto un documentario televisivo dal titolo “O futebol como Deus criou – O Peladão do Amazonas” diretto dal tedesco Albert Knechtel e presentato anche al 4° Festival de Cinema do Amazonas di Manaus.
In Italia il documentario è stato trasmesso - l’anno scorso su sky - con il titolo “Calciatori e Reginette”.Adesso sembra proprio che il sogno degli organizzatori sia quello che il Peladão possa diventare, nel futuro, realmente il più grande campionato di calcio amatoriale, con squadre partecipanti da tutte le Nazioni del mondo e che ad esso sia abbinato il noto concorso di Miss Mondo.
Certo che l’idea non è per niente male, peccato però che al resto dei brasiliani tutto ciò da la sensazione che loro, gli amazonensi, siano un po’ megalomani e pensano che tutto necessita di essere grande, proprio come grande è l’Amazzonia».
(Francesco Giappichini).

