B r a s i l i a n d o

Il Brasile giorno per giorno (Gruppo “Musibrasil”)

Mucca pazza in Brasile, lo dice Bruxelles

                                               

Secondo Bruxelles il Brasile é un Paese a rischio per il morbo della «mucca pazza». Come dimostra il divieto – in vigore dal 2006 – d’importare in Europa alcune parti del bovino, tra cui il budello di manzo. La vicenda ha ottenuto gli onori della cronaca proprio in questi giorni, dato che la Svizzera si troverebbe a corto delle interiora necessarie alla fabbricazione del cervelat (nella foto in alto), la «regina delle salsicce svizzere», di cui si prevede grande richiesta in occasione del prossimi Campionati europei di calcio.

(La Svizzera, pur non facendo parte della Unione europea, é comunque tenuta a rispettarne i regolamenti igenico-sanitari, ndr). I produttori elvetici, assolutamente convinti della salubritá del budello di manzo brasiliano, stanno cercando di ottenere una deroga dalle autoritá di Bruxelles: una «finestra d’importazione» che consenta, a certe condizioni, di riprendere le necessarie importazioni dal Paese verdeoro.

Pena l’impossibilitá di soddisfare il legittimo desiderio dei tifosi europei di assaggiare la tipica specialitá nazionale. Prima di rimandarvi alla puntuale, diremmo “svizzera”, cronaca del portale “swissinfo.ch”, ci limiteremo a brevissime osservazioni. Ad imporre misure igenico-sanitarie in odore di barriera protezionistica sono maestri anche i brasiliani, specie quando si parla di carni bovine di provenienza europea.

(Tuttavia, si fa osservare dall’altra parte dell’Atlantico, la Bse ha senz’altro fatto piú danni negli allevamenti britannici che in quelli brasiliani). Non capiamo tuttavia il perché, se non altro per coerenza, Bruxelles non abbini ai rigidi divieti alcune campagne informative volte ad allertare le centinaia di migliaia di turisti europei che annualmente si recano in Brasile.

I quali, in assoluta maggioranza, consumano carne bovina. Almeno per salvare la faccia di fronte al nuovo protezionismo del ventunesimo secolo, che maschera la difesa di interessi lobbistici con le esigenze di tutela della salute dei cittadini. Della notizia si é parlato anche in Brasile, come dimostra il colorito servizio del portale “Último Segundo”, che potete leggere al seguente link.

«In Svizzera è allarme salsiccia

Il divieto d’importazione di budelli di manzo dal Brasile sta mettendo in pericolo la produzione del tradizionale cervelat. L’Unione professionale svizzera della carne lancia l’allarme e chiede al governo svizzero di intervenire. La “salsiccia nazionale”, come l’ha definita Balz Horber, direttore dell’Unione professionale svizzera della carne (UPSC), è minacciata dalle restrizioni sulle importazioni di carne dal Brasile prese dall’Unione Europea a causa del rischio di encefalopatia spongiforme bovina (BSE, morbo della mucca pazza).

Queste restrizioni, alle quali la Svizzera ha aderito in virtù degli accordi bilaterali con Bruxelles, sono entrate in vigore nel 2006. Oggi gli stock di budelli di manzo brasiliano con i quali vengono insaccati i tradizionali cervelat sono ridotti al minimo. Secondo le ultime stime comunicate martedì, le riserve dovrebbero esaurirsi entro la fine dell’anno.

“Finestra d’importazione” L’UPSC reitera perciò la richiesta già inoltrata al governo elvetico di intervenire presso l’Unione Europea affinché accordi alla Svizzera “una finestra d’importazione” dei budelli di manzo dal Brasile. Si tratterebbe di convincere Bruxelles che soltanto una piccola parte delle budella di manzo “carioca” sono a rischio BSE.

L’UPSC propone di tagliare la materia prima in Brasile e di importare soltanto quella parte che non presenta rischi Una simile concessione rappresenterebbe una prima per il commercio internazionale di prodotti animali, ha dichiarato il presidente dell’UPSC e parlamentare Rolf Büttiker, autore dell’interpellanza presentata in dicembre che chiede al governo di intervenire presso Bruxelles.

Büttiker ha sottolineato di ritenere “molto improbabile” che una soluzione possa essere trovata nel corso di quest’anno. Altre alternative Il tempo però stringe, poiché i Campionati europei di calcio iniziano in giugno. “Un Euro 2008 senza cervelat sarebbe come un pompiere senz’acqua”, ha dichiarato con una certa enfasi Büttiker.

Cosciente del fatto che l’UE non prenderà una decisione in tempi rapidi, l’UPSC ha esaminato dodici alternative. Tre si sono rivelate accettabili: il budello di manzo uruguayano, il budello di maiale cinese e un budello a base di collagene (la proteina più abbondante nei mammiferi).

Nessuna di queste soluzioni è però soddisfacente al 100%: l’Uruguay non potrebbe soddisfare la domanda, il budello di maiale cinese ha lo svantaggio di avere dimensioni variabili e quello a base di collagene è impossibile da togliere. 160 milioni all’anno Il problema principale è che la pelle del cervelat dev’essere “polivalente” e rendere possibile il consumo della salsiccia sia cruda che cotta.

A questo scopo è necessario un prodotto naturale con un diametro adatto alle esigenze e costante. Caratteristiche, queste, garantite in modo ottimale dalla budella del manzo brasiliano. Il cervelat è la salsiccia più amata e più diffusa in Svizzera. Secondo un calcolo approssimativo, ne vengono consumati ogni anno 160 milioni, pari a 25′000 tonnellate di carne.

Per insaccarli sono necessari tra 15′000 e 20′000 chilometri di budello brasiliano».

(Francesco Giappichini).

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