Ana Pires, moda brasiliana molto italiana

Ana Pires, giovane stilista di São Paulo, ha aperto da qualche settimana la sua prima boutique (anzi, flagship store), in via Solferino 46 a Milano. Ne parlano da alcuni giorni le principali riviste di settore, attraverso reportage ricchi di generosi apprezzamenti per le sue collezioni. Le quali comprendono abbigliamento femminile, borse e cinture in pelle, gioielli in bagno d’oro o realizzati con pietre semipreziose come ametista, citrino, acquamarina, smeraldo brasiliano, oltre a una linea mare di costumi da bagno.
La Pires si è trasferita a Milano dalla natia São Paulo, dove cuciva abiti e disegnava accessori per la moda fin dall’infanzia. Ha frequentato l’istituto “Marangoni”, dove ha appreso i rudimenti organizzativi necessari a creare una collezione e, successivamente, i corsi dell’istituto di moda “Burgo”, dove ha perfezionato le sue basi di sartoria. Dopodiché, la pratica e la successiva apertura del punto vendita milanese.
L’attuale collezione, di tipo sartoriale, è ispirata al film “Gioco di donna” e presenta una figura femminile volutamente stereotipata (come tutte le figure femminili utilizzate dalla moda, del resto) maliarda ed edonista, tipica dell’iconografia degli anni 30 (foto). Pires prende a prestito i colori accesi del Brasile anche nella sua produzione invernale, per dare un accento vivace a capi stagionali tradizionalmente realizzati in toni scuri. A un’offerta completa di moda e accessori mancano solo le scarpe, per le quali c’è già tuttavia un progetto di realizzazione.
La fabbricazione degli articoli firmati da Ana Pires avviene in Brasile, ma i tessuti sono importati dall’Italia. Ciò rappresenta una sorta di inversione di tendenza rispetto alle generali scelte della moda brasiliana, impegnata negli ultimi anni nella valorizzazione dei tessuti nazionali, specie di quelli a basso impatto. In realtà il sogno della Pires è quello di trasferire tutto il processo in Italia, dando alla sua azienda il marchio “Made in Italy” dall’inizio alla fine della catena produttiva e commerciale.
Solo per i suoi costumi da bagno Pires lavora molto con la lycra brasiliana, meno sottile e più resistente della comune lycra. Per il resto, prevalgono raffinate sete e cachemire. La stilista di São Paulo ha in mente due italiane, famose e affermate, che vorrebbe trasformare nelle proprie testimonial: Alessia Marcuzzi e Ambra Angiolini. Per il momento, si “accontenta” di Valeria Bilello di All Music.
Pires ci pare rappresentare una moda brasiliana più inquadrata nell’establishment e meno fuori dagli schemi, rispetto all’immagine aziendale anti-conformista che altri marchi ci avevano suggerito nel recente passato. Perlomeno nelle idee, negli obiettivi e nei programmi dichiarati. Il giudizio sulla fattura degli abiti, ovviamente, preferiamo lasciarlo a chi è autorevole in materia.
(A. Forni)

